Boom delle sanificazioni Occhio a chi s’improvvisa

La Prealpina - 19/11/2020

 Sanificare. Questa parola, fino a ieri quasi sconosciuta al di fuori degli ambiti specialistici, adesso è tanto d’uso corrente che all’entrata dell’asilo spesso si sentono i bambini richiamare i genitori alla corretta sanificazione delle mani. Ovviamente, si è diffusa anche la pratica delle sanificazioni svolta dalle imprese specializzate. Un comparto che, da aprile a luglio, ha visto un aumento esponenziale, tanto che si registra un incremento di 50 posizioni camerali nello specifico settore. Spesso si tratta di imprese di pulizie che hanno acquisito competenze e acquistato macchinari per rispondere a una richiesta della società.

Su un totale di 800 imprese di pulizia con sede nella provincia Varese, 250 oggi hanno il codice ateco che consente di sanificare. In generale, rispetto a un anno fa, si contano 15 imprese di pulizia nuove (il dato emerge dalla differenza tra le 45 nuove iscrizioni ai registri della Camera di Commercio e le 30 cessazioni).

Ma non è tutto oro quello che luccica. Il settore ha puntato sulla sanificazione per risollevarsi da un blocco totale dell’attività verificatosi da febbraio a luglio, quando la maggior parte dei clienti sono stati chiusi. Adesso, il settore deve fronteggiare la concorrenza sleale di improvvisati che propongono ai clienti la sanificazione senza avere i requisiti di legge per svolgere tale attività e quindi nell’impossibilità di emettere la certificazione valida ai termini di legge. Documento che le aziende devono avere obbligatoriamente dopo che nei loro ambienti c’è stato un caso conclamato di positività al Covid-19.

Si sanifica principalmente saturando l’ambiente con atomizzatori. In base alla dimensione e alle caratteristiche dello spazio da trattare, possono essere impiegati apparecchi piccoli e manuali, a tracolla o montati su furgoni. Per quanto riguarda i prodotti, nel 90 per cento dei casi si utilizza una soluzione a base di cloro, ma va bene anche una base alcolica. Esiste anche la sanificazione con i raggi ultravioletti di tipo C, utilizzata perlopiù negli ambulatori medici, nei negozi di abbigliamento, nei parrucchieri e negli studi di fisioterapia.

Difficile quantificare il costo della sanificazione che si calcola a metri cubi e non a metri quadrati. Ogni ambiente ha delle caratteristiche precise e, in base a quelle, cambia la parcella. Il costo varia anche in base alla frequenza dell’operazione: quella periodica, ovviamente, ha un costo inferiore di quella una tantum.

«Si invitano i clienti ad accertarsi dei prodotti e delle metodologie che vengono utilizzate per non lasciare spazio a improvvisati. È importante visionare con attenzione le schede tecniche e di sicurezza dei prodotti usati, verificando che siano idonei a combattere il Covid», afferma Luigi Pellegrini, titolare dell’impresa di pulizia Pellegrini di Varese.