Boom delle esportazioni in provincia di Varese: crescita del 44% nel secondo trimestre

Informazioneonline - 18/09/2022

Si mantengono alti i livelli di export delle imprese lombarde anche nel secondo trimestre, nonostante i problemi legati all’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie e le difficoltà per alcune forniture.

Il contributo della regione all’export nazionale rimane prevalente, la performance della Lombardia vale ben 5,5 punti percentuali della crescita registrata a livello nazionale (+22,2% tendenziale). 

RISPETTO AL PRECEDENTE TRIMESTRE +10,2%

La domanda estera mostra alcuni segnali di rallentamento, ma l’export lombardo cresce comunque del +10,2% rispetto allo scorso trimestre grazie anche alla spinta dei prezzi in continuo aumento e raggiunge il valore di 42,3 miliardi di euro. Il confronto con il secondo trimestre del 2021 (valori pre-crisi) è ampiamente positivo (+20,7%).

ASSESSORE SVILUPPO ECONOMICO: DATI IMPORTANTI MA SEGNALI DI RALLENTAMENTO

«Dopo il record storico raggiunto l’anno scorso – ha detto Guido Guidesi assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia – i numeri lombardi sull’export rimangono importanti anche se sono evidenti segnali di rallentamento causati dal costo dell’energia e delle materie prime. Sono fondamentali e non più rimandabili misure urgenti da parte dell’Unione Europea; si rischia di compromettere seriamente il futuro delle aziende e del lavoro di uno dei motori economici d’Europa perché sulla competizione globale le nostre aziende partono svantaggiate visto che il costo dell’energia in Italia è almeno quattro volte quello degli altri Paesi. In queste condizioni rischiamo di perdere quote di mercato in un contesto non regolare ed iniquo a nostro svantaggio». 

GIAN DOMENICO AURICCHIO (PRESIDENTE UNIONCAMERE LOMBARDIA): CAPACITÀ DI COMPETERE SU MERCATI ESTERI

«Anche se l’incremento dei prezzi spinge il dato a valore del nostro export – ha commentato il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio – la capacità delle imprese lombarde di competere sui mercati internazionali nonostante il peggioramento delle condizioni economiche è sempre molto forte. Lo sbocco sui Paesi esteri rimane determinante in vista anche delle difficoltà che stiamo già affrontando sul mercato interno e che potrebbero peggiorare nell’immediato futuro portando a contrazioni della domanda». 

PRODOTTI ESPORTATI

Il comparto legato ai metalli di base e prodotti in metallo rimane il principale motore della crescita dell’export lombardo (+30,7% tendenziale) con effetti positivi sulla performance della maggior parte delle provincie. Si registrano incrementi tendenziali a due cifre anche per il valore dell’export delle restanti categorie di prodotto, ad eccezione dei macchinari e apparecchi che si fermano al +6,4%, contribuendo comunque significativamente alla crescita complessiva. In negativo solo i mezzi di trasporto (-2,6% tendenziale). 

MERCATI DI DESTINAZIONE

Considerando le aree geografiche di destinazione delle merci lombarde, si registrano incrementi generalizzati. Apportano i maggiori contributi positivi i flussi di merci verso i paesi dell’Unione Europea a 27, quindi escluso in Regno Unito, (+23,8% tendenziale), l’America settentrionale (+34,4%) e i Paesi europei non UE (+13,9%), compreso il Regno Unito. Meno intenso ma significativo il contributo dell’America centro-meridionale (+24,3%) e del Medio Oriente (+15,5%). I Paesi UE spiegano più della metà dell’incremento tendenziale lombardo (12,8 punti percentuali).

I flussi di merci lombarde risultano in crescita in particolare verso le principali destinazioni europee: +30,5% la Spagna, +25,1% la Germania e +20,7% la Francia. Tra le destinazioni non EU-27 si registrano i maggiori incrementi verso il Messico (+41,6%), gli Stati Uniti (+36%), la Corea del sud (+32,7%), la Svizzera (+27,8%), l’India (26,7%), gli Emirati Arabi Uniti (+23,6%), la Turchia (+21,8%) e il Canada (+21,3%).

Considerando i principali paesi per le varie aree geografiche si riscontrano alcuni dati negativi: cala, infatti, l’export verso Cina (-4,6%), Hong Kong (-11,6%), Egitto (-9%) e Algeria (-3,5%). Infine, l’effetto dell’incremento delle sanzioni applicate alla Federazione Russia fa registrare una contrazione dell’export lombardo verso la Russia del 27,1%. 

EXPORT: ANDAMENTI PROVINCIALI

L’incremento tendenziale a due cifre interessa tutte le province lombarde. L’export di metalli di base e prodotti in metallo è determinante per le province di Brescia (+31%), Cremona (+34%), Lecco (+28%), Monza e Brianza (+25%), Mantova (+30%), Sondrio (+50%). I prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori danno il maggior contributo positivo alle esportazioni di Como (+42%), Milano (+25%) e Varese (+44%). Le sostanze e prodotti chimici rivestono particolare importanza per il risultato di Pavia (+66%). Per Bergamo i maggiori contributi di livello equivalente vengono da sostanze e prodotti chimici (+24%) e da metalli di base e prodotti in metallo (+27%). Lodi rimane specializzata nell’export di computer e apparecchiature elettroniche, che registrano un incremento dell’export del 67%. 

IMPORT E SALDO DELLA BILANCIA COMMERCIALE

Le importazioni della Lombardia registrano ancora un incremento tendenziale (+27%) e anche rispetto al trimestre precedente la crescita è significativa (+3,7%). Il maggiore aumento delle esportazioni rispetto alle importazioni determina un miglioramento del deficit commerciale del trimestre, ora a -5,6 miliardi di euro, contro i -7,9 miliardi di euro dello scorso trimestre.