Bonomi: «Unire l’industria del Nord»

La Prealpina - 15/06/2017

Al debutto da presidente di Assolombarda, l’associazione confindustriale più grande e importante d’Italia (rappresenta oltre 5.800 imprese con più di 37 mila addetti nei territori di Milano, Monza Brianza e Lodi, ndr), Carlo Bonomi (nella foto) ha provato a rilanciare la “questione settentrionale”. Da un punto di vista delle dinamiche interne a Confindustria, il successore di Gianfelice Rocca, 50 anni, cremasco, imprenditore nel settore biomedicale, ha messo nero su bianco la propria intenzione di favorire l’aggregazione delle territoriali del Nord. In altre parole, Assolombarda si pone come capofila di un’operazione di consultazione di tutte le associazione di Confindustria a nord del Po per produrre proposte su due temi-chiave cari da sempre a chi fa impresa: fisco e politiche attive per il lavoro. Nessun nuovo soggetto, ha promesso il neo presidente, alla guida di Assolombarda per il prossimo quadriennio 2017-2021. Ciò non toglie che, come ha osservato più di un osservatore, per il sistema Confindustria la novità potrebbe comportare «notevoli implicazioni di sostanza».

«ll Nord non è Roma, e Roma non è il Sud. Resto convinto del fatto che solo affrontando la nuova questione settentrionale e meridionale in termini distinti le imprese potranno esercitare la loro funzione naturale di traino nazionale», ha sottolineato Bonomi, ricordando come «in Italia, Milano e Lombardia hanno ricominciato a trainare l’economia», come testimonia «un ritorno a tassi di crescita intorno al 2% annuo nazionale».