«Bollette insostenibili»

La Prealpina - 10/11/2021

 La sua è un’azienda definita energivora perché il processo produttivo richiede un consistente dispendio di gas metano ed energia elettrica. Si tratta della Riganti spa: centotrent’anni di storia, un’impresa di famiglia che sa guardare verso più ampi orizzonti e che occupa oggi 210 dipendenti. La guidano i cugini Emilio e Marco Riganti, quest’ultimo è vicepresidente Univa dei metalmeccanici. Analizza lo scenario attuale con qualche (legittima) preoccupazione.

«Il costo delle bollette sta diventando insostenibile», esordisce Marco Riganti. In un anno gli aumenti sono stati esponenziali ed ora il rischio – se non dovesse arrestarsi la corsa verso l’alto – è l’avvio «di una spirale inflattiva che si mangia tutta la ripresa». L’imprenditore solbiatese è personaggio assai concreto. Chi lo conosce in politica – è consigliere provinciale – conosce le sue doti di estrema pragmaticità. Parla con le cifre: «La nostra è un’azienda che si occupa di stampaggio dell’acciaio a caldo. In questo settore il costo dell’acciaio è quasi raddoppiato in un anno passando da un minimo di 359 euro alla tonnellata nel 2020 ai 630/640 attuali. Si stima un ulteriore aumento per gennaio di 160/180 euro la tonnellata». Ciò provoca un meccanismo a catena perché è evidente che l’acciaio rientri in gran parte dei processi produttivi e imprenditoriali esistenti, dall’edilizia alle attività più disparate. Tutte in forte aumento di costi.

L’acciaio è la cartina di tornasole per capire quanto il meccanismo energetico influisca sui prezzi di produzione dei prodotti. «A ottobre 2020 il gas metano aveva un costo medio di 14 euro il metro cubo, ora è a 96 euro. Le previsioni parlano di 100 euro a breve». Vladimir Putin aveva promesso di allargare la fornitura di gas all’Europa da lunedì. Non è stato così. Di pari passo, naturalmente, l’energia elettrica sta aumentando. Le aziende, per reggere il colpo, non possono fare altro che innescare dei processi di rincaro: «Il sistema è tale per cui i clienti devono pagare questo extra conto». Quindi è il mercato che diventa sempre più caro, per non parlare delle famiglie che si troveranno nei prossimi mesi con bollette care come il fuoco.

«Sia ben chiaro – fa notare Riganti – il problema nasce prima della propaganda sulle energie pulite, è il sistema che ha provocato la spirale degli aumenti sulla scorta di questioni geo-politiche e di speculazione che ci porterebbero in discorsi molto lunghi e approfonditi. Certo che, arrivati a questo punto, c’è il pericolo che tutti i prodotti aumentino di prezzo, come sta già avvenendo, e che si crei un’inflazione indotta nei prossimi mesi». Se la crisi passerà, il mercato si rimetterà in regola, altrimenti schizzeranno alle stelle i tassi d’interesse e saranno guai per tutti perché i soldi varranno sempre meno. Risparmi e ripartenza andranno in fumo.