Black Friday prolungato. Multe

La Prealpina - 05/12/2016

È costato molto caro il Black Fraiday a tre esercizi commerciali. Dopo Busto Arsizio, anche la città dei Due Galli è entrata sotto la lente di ingrandimento dei controlli della polizia annonaria e Ascom annuncia ricorso: «O si fermano tutti o non lo fa nessuno, serve buon senso», afferma il direttore Gianfranco Ferrario. I negozi dove gli sconti del 20% sono proseguiti anche oltre giovedì scorso, nel tutto gallaratese black thursday, arrivando fino a lunedì 28 novembre, sono stati ben tre, tutti in viale Milano. Immediata la multa di mille euro per il mancato rispetto delle leggi regionali che regolano il periodo di saldi. Niente sconti neanche per catene come Prenatal e Scarpe&Scarpe che, insieme a EuroMec si sono ritrovati l’ammenda per il comportamento non conforme al regolamento.

«Intanto però sul web ci sono esercizi che sono andati avanti a fare sconti fino al 30 novembre impunemente», sottolinea Ferrario. «Serve attenzione perché i piccoli commercianti hanno bisogno di poter competere con le offerte di chi opera nel web. Non è corretto sfruttare il canale dei clienti fidelizzati per informarli che solo per loro ci sono sconti dedicati. O vale per tutti o per nessuno». Per questo Ascom darà tutto il supporto ai commercianti colpiti, «fosse anche solo per far sentire il loro dissenso. Il blocco degli sconti a trenta giorni dai saldi vale solo per la moda e questo non è giusto. Confidiamo che il prossimo anno ci sia una maggiore attenzione a questo black fraiday, una realtà che non può essere trascurata. Dal punto di vista amministrativo le multe sono legittime, ma punteremo sulla comprensione».

Ben più salata invece la contravvenzione comminata a un negozio di abbigliamento di recente apertura in via San Giovanni Bosco. In questo caso non sono gli sconti ad avere fatto scattare la penna degli agenti, bensì l’aver riscontrato che davanti ai loro occhi si distendeva una quantità di merce e un’attività commerciale senza che però gli uffici comunali competenti lo sapessero. La spada di Damocle che ora pende sulla loro testa ha un peso di 5.164 euro, che in ogni caso dovranno essere pagati. Ora scatta la corsa contro il tempo per regolarizzare la propria posizione entro i termini stabiliti, evitando in questo modo lo step successivo che prevede la chiusura dell’esercizio commerciale. «Dispiace – ammette Ferrario – perché potrebbe trattarsi di un errore formale e non di volontà. Oggi si pensa che grazie a internet la burocrazia sia più snella. Invece basta non mettere il flag a una casella e la comunicazione non arriva. Anche le sanzioni andrebbero riviste, così si penalizza tantissimo un’attività appena nata».