Bivacchi e negozi chiusi Via Como “in vendita”

La Prealpina - 29/06/2017

Vendesi qui e affittasi là, ma anche negozi storici che tengono duro, nonostante qualche bivacco e la presenza di edifici che non scriveranno la storia dell’architettura e che quindi non rendono particolarmente accattivante la zona.

Via Como: a due passi dalle stazioni, dal centro e dalle Poste della città.

Dopo lo spostamento altrove di alcune scuole e della sede dell’Aler, c’è anche chi resiste.

Si lavora dalla mattina alla sera e non ci si lamenta, al massimo si gira qualche consiglio alle istituzioni e alle forze dell’ordine: «Il problema maggiore – dice Francesca Luini, titolare della tabaccheria all’angolo con via Cavour – riguarda la parte centrale della strada. Lì, dal tardo pomeriggio, soprattutto d’estate, si ritrova un gruppo di giovanotti. Non creano danni, per carità, ma di certo lasciano molti rifiuti. Tanto che stamattina (ieri), un camioncino dell’Aspem è dovuto rimanere una buona mezz’ora per raccogliere e portare via tutta l’immondizia».

Da qualche settimana, via Como è sorvegliata da una telecamera, installata dal Comune con il contributo anche di alcuni esercenti e professionisti ma, evidentemente, finora il deterrente dell’occhio elettronico non ha prodotto grandi risultati.

O, almeno, è quello che descrivono i commercianti della zona. «Per quanto concerne il giro di affari, invece – afferma ancora Francesca Luini – qui il passaggio di persone e clienti c’è sempre. Ci sono numerosi studi professionali e transitano gli utenti delle stazioni. Purtroppo sono andati via l’istituto Einaudi e la scuola di Aeronautica. Speriamo che restino la scuola elementare Mazzini e l’asilo Veratti».

Qualche attività ha invece subìto maggiormente il contraccolpo tanto che, più o meno, ogni tre vetrine, si trova un cartello di vendita o di affitto.