Bilanci gonfiati in Provincia? La parola ai magistrati

La Provincia Varese - 05/05/2017

Sarà un processo a stabilire se i bilanci della Provincia di Varese siano stati gonfiati. Un processo che si è aperto ieri: dopo la deposizione degli elenchi testimoni e dell’elenco prove l’udienza è poi stata aggiornata al prossimo 6 luglio. L’autorità giudiziaria contesta un “buco” di quasi 35 milioni di euro nei conti dell’ente. Il tribunale ha disposto il rinvio a giudizio per quattro tecnici: un dirigente di Villa Recalcati e tre revisori dei conti; indagati, a vario titolo, per i reati di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e abuso d’ufficio. Il rinvio a giudizio era stato richiesto dal pm che ha condotto l’indagine, Massimo Politi. Ieri la prima udienza. I 4 amministratori erano in carica nel corso del 2102, anno in cui si verificò l’iscrizione in bilancio di voci sovrastimate e dunque secondo l’accusa false. L’indagine, condotta dalla guardia di finanza di Varese, ha segnalato un danno erariale quantificabile in 34,8 milioni di euro a carico della Provincia di Varese. Sotto la lente sono finite alcune previsioni di entrate tributarie eccessive, nel 2012, relative alle voci “bollo auto regionale”, “imposta assicurazione Rc veicoli a motore”, “imposta provinciale per le trascrizione provinciali Pra”. Ma c’è anche un’inchiesta della Corte dei conti in corso. Il buco in Provincia maturò durante la presidenza del leghista Dario Galli, ma il politico del Carroccio non ha subito alcuna contestazione. Lo stesso Galli e anche il gruppo consiliare della Lega Nord a Villa Recalcati, hanno sempre sostenuto che le accuse fossero prive di fondamento e ancora oggi difendono l’operato della passata amministrazione e anche della gestione commissariale. L’esposto alla magistratura è stato invece fatto dal presidente dell’amministrazione guidata dal Presidente della Provincia Vincenzi. Per gli inquirenti invece quale immediato riflesso sul bilancio 2012 della Provincia di Varese, tali presunte, inesistenti entrate hanno consentito di impegnare, per lo stesso esercizio, voci di spesa in assenza delle relative risorse di copertura. La rappresentazione di entrate “fittizie” nel bilancio consuntivo 2012 ha determinato, sempre stando all’accusa, per la Provincia di Varese, un saldo positivo di gestione di oltre 12 milioni di euro, consentendo di rispettare il patto di stabilità per gli enti locali e anche di procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale a favore dei pubblici amministratori dell’ente. «Gli accertamenti svolti su delega della Magistratura Ordinaria – si legge nella relazione della guardia di finanza che ha svolto le indagini – hanno permesso di appurare che, nel conto del bilancio economico e del patrimonio 2012, sono state appostate, per tale annualità, entrate tributarie per complessivi 136.837 euro di cui 34.872 euro privi dei requisiti giuridico-contabili connessi ad una realistica previsione di entrata».

 

«In aula ci costituiremo parte civile per recuperare ogni euro per l’ente»

 

La Provincia di Varese ha deciso di costituirsi parte civile nel processo penale sul dissesto finanziario relativo al bilancio del 2012 per tutelare l’immagine e l’autorevolezza dell’ente stesso. La Provincia chiede il risarcimento del danno patrimoniale stimato in 200 mila euro, pari alla mancata decurtazione sulle indennità percepite dal presidente e dalla Giunta provinciale in carica a quei tempi e che avrebbe dovuto essere applicata a causa dello sforamento del Patto di stabilità. Inoltre chiede un risarcimento del danno non patrimoniale causato dalla non veridicità del rendiconto, che ha così compromesso l’attività di pianificazione della spesa, mettendo a rischio il buon andamento dei servizi erogati ai cittadini. Va poi ricordato che per gli ulteriori danni relativi al noto disavanzo è in corso un procedimento avanti la Corte dei Conti. Al momento del rinvio a giudizio erano stati gli stessi vertici di Villa Recalcati ad annunciare la costituzione di parte civile: «Saremo anche noi in Aula – aveva dichiarato Gunnar Vincenzi presidente dell’ente provinciale – Abbiamo deciso di costituirci parte civile sia per tutelare l’autorevolezza dell’ente, sia per recuperare ogni euro utile per continuare l’opera di salvataggio della Provincia e metterla di nuovo in condizioni di poter operare. Con serietà e determinazione abbiamo sempre chiesto quanto dovuto allo Stato e alla Regione. E anche sulla questione del disavanzo non intendiamo rinunciare ad alcuna richiesta di risarcimento nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili dall’autorità giudiziaria». E Paolo Bertocchi, capogruppo di Civici e Democratici aveva ribadito: «La Provincia di Varese negli atti chiede il risarcimento del danno patrimoniale stimato in 200 mila euro, pari alla mancata decurtazione sulle indennità percepite dal presidente e dalla giunta provinciale in carica allora e che avrebbe dovuto essere applicata a causa dello sforamento del patto di stabilità. Inoltre la Provincia ha anche richiesto un risarcimento del danno non patrimoniale causato dalla non veridicità del rendiconto». n