Bilanci delle Camere con il segno meno «Solo più risorse garantite alle aziende»

La Prealpina - 13/09/2016

«Le Camere di commercio spendono più di quanto incassano». Letto così, il lancio di agenzia AdnKronos, che prende spunto dalle tabelle Istat dei bilanci 2014 dei 105 enti camerali italiani, lascia a dire poco perplessi. Per non dire preoccupati. Ma, come spiegano Unioncamere Lombardia, «siamo di fronte ad un’interpretazione giornalistica che lascia il tempo che trova», anche perché «qui non si sta parlando di società per azioni, ma di enti pubblici economici che hanno tra i compiti principali quello di investire a favore delle imprese sul territorio». Su un totale di 20 regioni solo in tre le Camere di Commercio hanno chiuso il 2014 in positivo, mentre nelle altre 17 la somma tra entrate e uscite dà sempre il segno negativo. La tavola dell’Istituto sul bilancio economico delle strutture dedicate alle imprese, alla voce “gestione corrente”, mostra che a livello nazionale i proventi sono arrivati a 1,564 miliardi di euro, mentre gli oneri hanno raggiunto quota 1,631 miliardi con un risultato negativo pari a 67 milioni di euro. L’entrata maggiore arriva dal contributo che tutte le imprese devono versare ogni anno, il diritto camerale (1,178 miliardi di euro); mentre le spese sono equamente divise tra costi del personale (370 milioni di euro), funzionamento (378 milioni), interventi economici (436 milioni) e ammortamenti (447 milioni).

Le Camere di commercio che hanno più problemi a far quadrare i conti sono quelle del Lazio, dove i proventi ammontano a 161,8 milioni di euro, mentre gli oneri arrivano a 176,4 milioni (il rosso è di 14,6 milioni).

Anche in Piemonte le Camere di commercio hanno qualche problema con i bilanci: infatti le entrate sono state pari a 111,5 milioni di euro mentre le uscite sono arrivate a 124,4 milioni (-12,9 milioni).

La Lombardia, che incassa la quota più elevata tra le regioni (279,5 milioni di euro), “sfora” di 1,4 milioni di euro. Tra le regioni che chiudono in positivo, il Veneto è quello che riesce ad “accantonare” di più: incassa 128,8 milioni di euro e ne spende 127,2 milioni, quindi chiude in positivo di 1,8 milioni. Mentre negli altri due casi, la Valle d’Aosta e il Trentino Alto Adige, il saldo è positivo per circa 300 mila euro.

«Per quanto riguarda la Camera di Commercio di Varese, i ricavi da diritto annuale e diritto di segreteria hanno sempre consentito di coprire i costi di struttura, tanto da liberare risorse cospicue per interventi a favore delle imprese», fanno notare dagli uffici di piazza Monte Grappa, che vantano un bilancio in pressoché pareggio sui 20 milioni di euro. Per poi puntualizzare: «Si tratta di risorse, che sono state integrate puntualmente da avanzi di gestione».