Beni soffiati alla mafia La Lombardia è quinta

La Prealpina - 01/05/2016

«Il presidente Roberto Maroni ha dimostrato straordinaria determinazione nella lotta alle mafie quando ricopriva il ruolo di ministro dell’Interno e ora la sua azione prosegue in modo concreto anche adesso da governatore. Regione Lombardia nel 2015 ha approvato la legge 17 che prevede il conferimento di risorse per incentivare il recupero ai fini sociali e sostenere il riutilizzo da parte degli enti locali di beni confiscati alla criminalità organizzata». Lo ha detto l’assessore regionale alla Sicurezza, protezione civile e immigrazione, Simona Bordonali. E in termini di beni immobili sequestrati confiscati alla criminalità, la Lombardia è in buona posizione: quinta dopo Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. I dati sono quelli forniti dalla “Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” (Anbsc)). Alla data del 30 settembre 2015 risultano confiscati in Lombardia 1.266 immobili, vale a dire il 7,2% del totale nazionale. Anche il numero delle aziende sequestrate è rilevante: sempre stando ai dati dell’Anbsc, le aziende confiscate sono 283, numero che fa delle Lombardia la quinta regione per entità del fenomeno, dopo Sicilia, Campania e Calabria e Lazio.

La maggior parte dei beni immobili confiscati si trova nella provincia di Milano dove maggiore è la presenza della criminalità organizzata.

L’attività di valorizzazione e restituzione alle collettività dei beni confiscati presenta purtroppo diversi aspetti critici: passaggi lunghi e “farraginosi”, varie competenze, progressiva svalutazione del patrimonio col tempo e sua rivalutazione prima del reinserimento nel mercato. Un meccanismo insomma complesso. La Regione Lombardia ha avanzato tre proposte sviluppate da un apposito gruppo di lavoro. «In primo luogo – ha spiegato l’assessore Bordonali – intendiamo, in raccordo con la sede territoriale dell’Anbsc, realizzare un portale appoggiato al Sistema informativo territoriale che organizzi, aggiorni, renda fruibile e trasparente l’informazione sui beni immobili e le aziende confiscate presenti sul territorio regionale. Vogliamo poi farci promotori della sottoscrizione del Protocollo di intesa tra diversi soggetti coinvolti nella gestione e recupero sociale dei beni confiscati alla criminalità, riproponendo il protocollo sperimentale sottoscritto nel 2012 tra Tribunale di Milano, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Camera di Commercio di Milano, Comune di Milano, Anbsc e Assolombarda». L’accordo sancirebbe l’avvio di un coordinamento per l’istruttoria e la gestione dei procedimenti relativi al sequestro e confisca dei beni alla criminalità.