«Basta soldi pubblici nelle casse di Alitalia»

La Prealpina - 12/01/2017

Basta aiutare Alitalia (nella foto l’ad Cramer Ball) con soldi pubblici. A sostenere questa tesi ora arriva anche l’Onlit, Osservatorio nazionale per la liberalizzazione delle infrastrutture e trasporti. «Neppure un 2106 di carburante a basso costo e di traffico aereo ovunque in crescita che ha migliorato i conti di tutte le compagnie è servito per rilanciarla», sottolinea il presidente Dario Balotta. Che dice: «La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Nel 2008 Alitalia fu salvata dai Capitani coraggiosi che ci hanno messo la faccia, ma non i soldi. Quelli sono rimasti a carico della spesa pubblica, visto che lo Stato si è accollato la parte di debiti non coperti dagli aiuti di Stato e maturati nel periodo del monopolio di Alitalia. Nel 2014 è stata la volta di Etihad, che entra al 49 per cento, e di due banche, Banca Intesa e Unicredit, con Poste italiane. Secondo Mediobanca, si tratta complessivamente di 7,4 miliardi pubblici spesi dal 2008 ad oggi. Un fiume di danaro per coprire la voragine di debiti». Basta dunque «a un nuovo ciclo di aiuti promettendo che sarà l’ultima volta», basta a sussidi e concessioni. A partire dalla richiesta di rivedere ancora una volta il decreto Lupi, accettando una ulteriore liberalizzaazione dei voli su Linate a danno di Malpensa. «La liberalizzazione delle rotte di Linate è un tema che di certo si porrà – sottolinea Balotta – ma è possibile solo se prima verranno ridistribuiti gli slot a tutti i vettori operanti sullo scalo. In caso contrario, dei voli extraeuropei ne approfitterà solo Alitalia, visto che detiene l’80 per cento degli slot del Forlanini».