«Basta litigare, bisogna ripartire»

 Giorgio Merletti, presidente (varesino) di Confartigianato non ha mai avuto difficoltà a parlare in modo chiaro con gli esponenti di governo. Non ha mai risparmiato critiche ma ha anche riconosciuto ciò che di positivo era stato messo sul piatto. E ieri, durante l’assemblea annuale di Confartigianato, non si è smentito. «Sappiamo che tutto e subito non si può – ha detto – ma dobbiamo rimetterci in cammino, non litigare stando fermi». Parole chiare, davanti ai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini che, tra l’altro, ancora una volta non hanno nascosto le loro divergenze.

L’assemblea, alla quale hanno partecipato una ventina di imprenditori e i vertici di Confartigianato Imprese Varese (il presidente Davide Galli e il direttore generale Mauro Colombo in testa), ha raccolto numerosi esponenti politici del territorio, a partire dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti e dal Viceministro allo sviluppo economico Dario Galli, oltre al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ai deputati Matteo Bianchi (Lega) e Maria Chiara Gadda (Pd) e al senatore Alessandro Alfieri (Pd).

Ripartire, dunque, è l’imperativo e Merletti ha le idee chiare. Snocciola i problemi quotidiani che gli imprenditori si trovano ad affrontare, ad esempio in banca, e la mancanza di fiducia che sta diventando dilagante.

Poi si rivolge ai politici e arriva la bordata sul salario minimo, nuovo cavallo di battaglia dei Cinque Stelle. «Abbiamo sempre detto che siamo contrari ad una misura che consideriamo, senza mezzi termini, negativa, sia per le imprese, ma anche e soprattutto per gli stessi lavoratori – ha detto Merletti – i cui salari sarebbero schiacciati sulla soglia minima e perderebbero, insieme alla libera contrattazione, tutti i vantaggi che ne derivano, uno per tutti la bilateralità con i benefici relativi. Il salario minimo è fortemente dirigista e limiterebbe la libertà sindacale e di contrattazione».

La linea, invece, è più morbida sul fronte flat tax. Anzi, le imprese aspettano che diventi realtà, perchè la pressione fiscale «è sempre il nemico numero uno: nel 2019 il carico fiscale in Italia arriva al 42,4% del Pil rispetto al 41,3% dell’Eurozona» ha ribadito con forza Merletti. Il «tax spread è pari a 19 miliardi di tasse pagate in più della media dell’Eurozona, pari ad un maggior prelievo di 314 euro per abitante».

Per questo Merletti si dice favorevole alla flat tax, ma a una condizione: deve essere accompagnata da una lotta alle «grandi sacche di evasione – ha aggiunto il presidente – La situazione è surreale: su una popolazione residente di 60 milioni, 30 milioni non pagano nemmeno 1 euro».

Secondo il Rapporto degli Ufficio Studi di Confartigianato sulla qualità della vita delle imprese europee, l’Italia è tra i peggiori d’Europa anche per la tassazione sull’energia che fa pagare alle piccole imprese una bolletta elettrica più cara di 1,5 miliardi rispetto alla media europea.

Il gap con l’Europa riguarda anche gli investimenti pubblici fissi lordi: per il 2019 l’Italia investe 11 miliardi in meno rispetto alla media dell’Eurozona. Le cose non vanno meglio per il credito: a fine 2018 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti dell’1,1%. In particolare, in dodici mesi le imprese artigiane hanno ricevuto 3,9 miliardi in meno di prestiti. Ritardi anche sul fronte dell’efficienza della pubblica amministrazione: per l’84% degli imprenditori la complessità della burocrazia ostacola l’attività dell’azienda.

«Fiducia e innovazione»

Corposa la delegazione di imprenditori varesini presenti ieri a Roma all’assemblea annuale di Confartigianato. Tra loro anche il presidente Davide Galli: «L’assemblea annuale di Confartigianato è l’occasione per guardare in faccia chi ci governa e far sentire la voce delle imprese – ha commentato il presidente – che è quella del 99 per cento circa dell’intero tessuto economico nazionale. In questo senso considero chiari gli indirizzi sui quali orientare la prossima azione politica, specie in previsione della legge di Bilancio, e rimarco ciò che per la provincia di Varese sarebbe decisivo, a fronte di risparmi di scala e del contenimento della spesa pubblica: tecnologia, sostenibilità e innovazione, sia nelle imprese che nella pubblica amministrazione. O tutto si ferma».. Anche Galli è convinto che sia necessario ritrovare fiducia.

«Un tema, quello della fiducia, fondamentale al pari di quello dello sviluppo – sottolinea Galli – perché non c’è sviluppo senza fiducia e non c’è investimento senza fiducia e senza un supporto concreto da parte del Governo – analizza a sua volta il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli – Penso, in proposito, all’importanza di proseguire investimenti sul fronte della digitalizzazione delle imprese, per non disperdere il patrimonio di risorse messe in campo anche dalle Pmi per aggiornare sé stesse, le apparecchiature e competenze».