Basta conle corse nel deserto Qui la vera passione

La Prealpina - 28/09/2016

Ha fatto peggio l’Uci rinviando al 2017 l’esame per l’ammissione della Tre Valli nell’esclusivo olimpo del World Tour oppure Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo italiana, snobbando ancora una volta la corsa della Binda? Difficile stilare una graduatoria di merito quando non ci sono soltanto personaggi con demeriti. Se fossimo a scuola, più che rimandati, i dirigenti internazionali e nazionali verrebbero gelidamente bocciati. Dai fatti prima ancora che dai giudizi, perché la kermesse che ha attraversato da Sud a Nord la contea dei laghi s’è confermata un’irresistibile attrazione. Per gli appassionati delle due ruote a pedali, ma non solo. Perché ieri, da Saronno a Varese, a vincere è stata soprattutto la gente. Tanta, tantissima, quella assiepata lungo il percorso. In migliaia con il collo allungato oltre le transenne per scorgere un volto noto nel gruppo, per incitare Vincenzo Nibali, applauditissimo dopo la sfortunata caduta che l’ha privato di una medaglia praticamente certa ai Giochi di Rio, e per osannare Sonny Colbrelli, implacabile dominatore sulla fettuccia d’arrivo in via Sacco.

Probabilmente l’accostamento più azzeccato l’ha proposto Sandro Brambilla, storico speaker del ciclismo e della Tre Valli, parlando di evento paragonabile ad un Mondiale, per la qualità dell’organizzazione e per la passione di popolo.

E allora? E allora è assurdo, inconcepibile, inaccettabile che la corsa della Binda sia ancora fuori dal World Tour. Anche perché qui tutte le istituzioni sono schierate al fianco di Renzo Oldani (foto Blitz) e dei suoi straordinari e instancabili collaboratori.

«Il Mondiale sta per andare in scena in Qatar – dice il presidente della Sc Binda – ma la vera passione per il ciclismo abita qui non in mezzo al deserto». Oldani si sfoga, anche nel salone della Camera di Commercio, dopo che ai microfoni sono sfilati i protagonisti della corsa. E scatena l’applauso tra i presenti accendendo l’orgoglio varesino. Persino il drammatico incidente in via Valle Luna rappresenta la conferma della sicurezza come priorità assoluta degli organizzatori della Tre Valli: «Quel vigile si è praticamente immolato», ha detto Oldani prima di andare a trovarlo in ospedale, «è la dimostrazione del sacrificio delle forze dell’ordine per tutelare i corridori. Ha messo la sua vita a repentaglio per difendere il gruppo in corsa». Poi la chiusura, esemplare: «Varese, con la sua bellezza, con la sua voglia di fare sport unito all’imprenditoria, vuole essere promossa come città turistica. Mille posti letto occupati in tre giorni, tantissima gente sulle strade, immagini in 54 Paesi in tutto il mondo: la Tre Valli è nel cuore di tutti e ora merita di più».