Barriera della discordia

La Prealpina - 26/11/2019

Continuano a far discutere i new jersey fissi piazzati in fondo alla superstrada 336 della Malpensa, in prossimità di Sant’Anna e della diramazione autostradale. Persino la polizia stradale ha chiesto che siano tolti o che – perlomeno – diventino mobili, in modo che possano essere spostati in caso di emergenza. I blocchi in cemento sono stati uno dei temi di discussione dell’incon – tro sul piano neve locale avvenuto nei giorni scorsi. Ma pare che Anas proprio non ne voglia sapere di toglierli, sebbene impediscano ai mezzi l’ingresso diretto in A8, costringendo tutti a utilizzare la rotonda della Giardineria. Dalla polizia stradale hanno fatto notare come sia necessario che vi siano modifiche, perché in caso di neve e incidenti, il caos sarebbe totale. Da quando i blocchi sono comparsi lo scorso luglio, in molti sono saliti sulle barricate, dai cittadini ai politici. L’operazione è stata messa in discussione dal territorio ma Anas è rimasta impassibile alla richiesta, anzi si è persino parlato dell’ipotesi di chiudere l’ingresso in 336 nell’area della caserma dei vigili del fuoco, sbarrando la bretellina. Un’ipo – tesi che ha subito sollevato il tema della sicurezza. Intanto il problema già effettivo, causato dai blocchi di cemento sul tratto finale della superstrada, ha creato criticità. Le perplessità erano state immediatamente poste in evidenza dal comandante provinciale della polizia stradale Marco Bragazzi, alla fine di luglio, e altri guai sono emersi a settembre alla riapertura delle aziende e del polo doganale, quando i tir sono tornati in forze sulle strade. E infatti ci sono stati due ribaltamenti nel giro di pochi giorni alla rotatoria di ingresso in A8 e il traffico si è paralizzato. Al momento emerge il dato relativo all’aumento del traffico e gli incolonnamenti negli orari di punta, mentre sul fronte delle collisioni, in quel tratto non si registrano tanti incidenti come prima, quando molti usavano l’entrata come uscita, causando pericoli. Ma la polizia stradale (e non solo) continua nel proprio pressing, ritenendo che le ragioni che portarono al provvedimento di sbarramento continuino a creare una minaccia quando c’è qualche imprevisto