Barche svizzere, cantieri italiani

L’Alto Verbano è una delle mete preferite dai diportisti svizzeri, non solo per il passaggio con i propri natanti ma anche per la rimessa estiva ed invernale delle proprie imbarcazioni. I cantieri nautici del Lago Maggiore, anche e soprattutto quelli del Luinese, stanno conoscendo un aumento di questo flusso di “turisti stanziali” che trovano a Luino, Porto Valtravaglia, Maccagno – per citarne alcuni geograficamente più vicini alle sponde ticinesi – una serie di benefici non così scontati in terra rossocrociata.

Il primo è certamente il prezzo di rimessa, il “garage” per intenderci, che è decisamente competitivo rispetto ai porti svizzeri che, per giunta, sono spesso saturi. Diversi motoscafi vengono dall’area del Locarnese ed i proprietari che, in taluni casi sono magari i “marinai” del sabato mentre in altri sono dei veri e propri “lupi di lago”, sanno che da questa parte del Lago Maggiore hanno una serie completa di servizi che vanno dal carburante all’acqua, una gru da 7 e 16 tonnellate, dalla corrente al pronto intervento disponibile 24 ore al giorno, ad un prezzo decisamente inferiore. Stessa cosa dicasi per l’affitto del posto barca, come la manutenzione ad inizio stagione, insomma, una serie di vantaggi che fanno di Luino e Maccagno, ma anche l’area di Sesto Calende, mete gettonate.

Il problema maggiore, come detto, è quello legato alla mancanza di posti barca, insufficienti a coprire la grande richiesta. La stessa condizione la vivono anche i velisti, seppure in misura minore, che attraversano il cantone o i cantoni, se consideriamo anche di considerare la Svizzera solo come patria di montanari, incapaci di gestire un settore così importante come quello della navigazione. Basti pensare che nella Confederazione esistono 300 cantieri nautici e le immatricolazioni di imbarcazioni nel “paese di Heidi” sfiora le 100 mila unità (1/3 vela, 2/3 motoscafi).

Le patenti nautiche rilasciate ogni anno sono circa 6 mila per una cifra di denaro annua vicina ai 250 milioni di franchi. Il Ticino non sta quindi a guardare passivamente la diaspora di imbarcazioni immatricolate in Svizzera verso i porti italiani e, proprio nell’area svizzera a ridosso di Maccagno, nel Gambarogno, c’è il progetto per un grande porto regionale pagato con soldi pubblici e con 280 posti barca. Progetto al centro di una serie di ricorsi legali durati anni che sono arrivati davanti al tribunale amministrativo perché i contratti più importanti per le opere del mega porto sul Maggiore se le erano aggiudicate ditte del Basso Varesotto. Basterà questo progetto ad impedire agli svizzeri di scegliere il Verbano italiano, magari anche per una spesa veloce, un pasto a buon prezzo e un giro a piedi o in bici lungo il Maggiore?