Bando Concreta, più fondi dalla Camera

Se le aziende della provincia di Varese non hanno apprezzato quasi per niente il “Bando Lombardia Concreta – Contributi al credito per i soggetti della filiera dell’attrattività del turismo e del commercio”, con sole 11 aziende su 303 lombarde per un totale di miseri 194.000 euro approdati nel territorio dei sette laghi, rispetto a 3,3 milioni di euro distribuiti in totale, è andata decisamente meglio per un altro filone. Si tratta di quello aperto sempre dal Pirellone, ma stavolta in accordo con la Camera di commercio di Varese e con risorse dell’ente camerale e regionali, chiamato “Varese ConCreTa”. Nome e finalità simili, ma esito decisamente diverso.

Secondo l’ente camerale si sono «ottenuti buoni risultati» e in numeri si sono finanziate 134 imprese del turismo e della ristorazione, che hanno ricevuto contributi per un totale di 1.208.000 euro e una media di contributo pari a 9.015 euro. Questa linea di finanziamento è stata evidentemente calibrata meglio sull’identikit e i bisogni delle imprese varesine e, così, è stata decisamente utilizzata di più rispetto al “fratello maggiore” predisposto a Milano.

Con il Bando Varese ConCreTa, si sono sostenute le micro, piccole e medie imprese che operano nel settore dell’accoglienza turistica alberghiera ed extra alberghiera e le micro e piccole imprese che operano nel settore dei pubblici esercizi (bar e ristoranti) e del commercio alimentare al dettaglio, per la realizzazione di interventi di riqualificazione delle strutture e per progetti di miglioramento qualitativo dei servizi offerti. Le finalità sono state quelle di «sostenere le imprese del turismo e del commercio per facilitare gli investimenti, con l’obiettivo di favorire la riqualificazione del sistema dell’accoglienza, in una logica di promozione integrata dell’attrattività territoriale».

Nel dettaglio il contributo concesso a fondo perduto ha coperto il 35% delle spese effettivamente sostenute e ammesse per il progetto (al netto di Iva), fino a un massimo di 10.500 euro. Potevano essere presentati progetti che prevedevano un costo complessivo di almeno 10.000 euro, fino a un massimo di 30.000 euro.

Al termine dell’iter procedurale, la rendicontazione finale deve essere trasmessa mediante la procedura telematica entro novanta giorni dalla data dell’ultimo documento di spesa e comunque non oltre 15 mesi dalla data del provvedimento di concessione.