Banconote da 10 euro sempre più introvabili

La Prealpina - 13/03/2017

«Fateci caso, in giro si trovano sempre meno banconote da 10 euro»: la segnalazione arriva da un cittadino che, senza avere dati precisi in mano, da tempo ha questa sensazione dopo il prelievo di contanti al bancomat, con conseguente difficoltà negli acquisti quotidiani dal panettiere o dall’edicolante. Ebbene, la Banca d’Italia stessa, rispondendo a una specifica domanda della Prealpina sul tema, conferma che il varesino in questione ci ha visto benissimo.

«Come indicato nella Relazione sulla gestione della Banca d’Italia, la circolazione complessiva delle banconote emesse dall’Eurosistema ammontava a 18,9 miliardi di biglietti per un valore di 1.083 miliardi di euro – si legge nella nota in arrivo da Roma -. Il numero stimato delle banconote in circolazione in Italia era di 3,4 miliardi, per un valore di 142 miliardi di euro, una quota pari al 13,1% della circolazione dell’Area dell’euro. Limitando l’osservazione agli anni più recenti (nel periodo compreso tra luglio 2013-giugno 2016) i dati dell’allegato Supplemento sui Pagamenti al Bollettino statistico della Banca d’Italia mostrano che in Italia sono state emesse 456 milioni di banconote da 5 euro e 757 milioni di banconote da 10 euro, pari rispettivamente al 5,7% e al 9,4% delle emissioni totali italiane.

Nello stesso periodo, gli esiti di banconote da 5 euro e 10 euro da parte dell’Eurosistema (dati pubblicati sul sito web della Bce) sono ammontati a 11,35 e 26,4 miliardi di banconote, pari rispettivamente al 10,3% e al 24% del totale dei tagli emessi dall’Eurosistema».

Un ragionamento matematico che arriva alla stessa conclusione: «Ciò mostra che la quota dei tagli bassi sulle emissioni totali in Italia è inferiore a quanto si registra nell’Area dell’euro. Per quanto attiene al taglio da 10 euro, tale fenomeno può essere messo in relazione, tra l’altro, alla politica di distribuzione del contante tramite gli Atm che si caratterizza per un ricorso crescente ai tagli da 20 euro e 50 euro mentre vede ridursi progressivamente la quota di biglietti da 10 euro».

Un fenomeno nazionale, difficile da quantificare esattamente sul piano locale. Nessun dramma, commentta la responsabile varesina di Adiconsum-Cisl Marisa Mentasti: «Non ci sono arrivate segnalazioni da parte dei consumatori, dipende molto dalla cifra che si preleva negli Atm». I commercianti invece parlano di qualche piccolo cambiamento: «Direi che non c’è preoccupazione, ma alcuni associati hanno notato che sono sempre più diffusi i 50 e i 20 euro, meno i 10 – ammette Rosita De Fino, direttore territoriale di Confesercenti -. In generale, comunque, noi spingiamo per l’utilizzo crescente della moneta elettronica per una questione di sicurezza. Se si riduce gradualmente la presenza di contante si abbattono anche le rapine a categorie più a rischio come i benzinai, nonostante il costo del Pos».