Banche – aumento spese mensili – I conti ora non tornano

La Prealpina - 22/10/2020

– Un salasso da mettere… in conto, sia nella parte tradizionale, sia nella versione online. Non sarà tutta colpa dell’emergenza sanitaria, ma di certo
alcuni disagi nei rapporti con il mondo bancario sono aumentati negli ultimi mesi, su fronti apparentemente opposti.
Da un lato, infatti, chi non ha dimestichezza con le tecnologie tende ancora
oggi a fare operazioni fisiche con gli addetti alla cassa, spendendo molto di più per bonifici o prelievi, lievitati anche da 2,50 a 9 euro, e perdendo anche
molto tempo, visto che ormai si può accedere solo su appuntamento e con
giorni di attesa (foto Ansa).

Dall’altra parte, però, a chi fa ormai soltanto operazioni virtuali possono sfuggire avvisi e messaggi scritti importanti legati agli aumenti per la tenuta conto o i prodotti. E molti lamentano rincari pesanti, persino con raddoppi, sull’home banking. Colpa anche dell’inflazione nascosta, che porta un innalzamento dei prezzi nei servizi bancari al 4,7% in Lombardia, secondo l’Unione nazionale consumatori.

Oggi è di fatto un obbligo avere un conto corrente, per gestire ogni tipo di rapporto, dai finanziamenti alle tv digitali, dal deposito dello stipendio ai pedaggi autostradali alla domiciliazione delle bollette, eppure le banche restano istituti privati, che quindi hanno tutto il diritto di annunciare aumenti ai clienti. Ma questi ultimi devono esserne informati e, nel caso, avere la possibilità di contrattare costi più vantaggiosi. Invece non sempre avviene anche perché, ammettiamolo, quasi nessuno si sofferma per
più di venti secondi sulle “proposte di variazione unilaterale del contratto”
spedite per posta. Risultato: solo dopo ci si accorge dei tanti segni “più” per
mantenere un conto corrente.
A fine anno, uno sull’altro, questi aumenti fanno la differenza. Anche se è
impossibile generalizzare, la spesa media si dovrebbe aggirare sui 30 euro all’anno, a cui bisogna sommare i bolli e le altre voci diverse in base alla cifra depositata e al numero di operazioni. Per esempio,  alcuni istituti prevedono la gratuità delle carte o dei prelievi, fino a un massimo
consentito. Il fatto però è che le banche stanno cercando di recuperare delle risorse davanti a redditività sempre più basse: e farne le spese possono essere i correntisti.