Banca e impresa si devono parlare – Più dialogo, meno algoritmi

La Prealpina - 30/04/2021

Hanno a che fare tutti i giorni coni numeri dei loro bilanci. Fatturato, ordini, vendite: praticamente tutto si misura con i numeri per gli imprenditori. Eppure, oggi, chi contribuisce allo sviluppo della provincia di Varese, non può più sopportare una formula matematica, l’algoritmo. Sì perchè per chi da dodici mesi combatte contro uno tsunami economico, non può concepire che la ripresa della propria attività, fatta di anche di finanza e credito, possa dipendere da un algoritmo. Vorrebbe che, nel momento in cui si presenta in una filiale bancaria, non venisse valutato solamente in base a carte e documenti ma si prendesse in considerazione il valore della sua produzione, delle sue idee e la sua determinazione nell’ affrontare la crisi che ha colpito duro anche in provincia. Credito e non soto La richiesta è emersa con forza durante la tavola rotonda digitale, organizzata da Prealpina in partnership con Bper Banca e trasmessa sulla piattaforma Facebook del nostro quotidiano. Il terna, “Banche e imprese nell’economia reale”, proponeva la vera sfida del momento: è possibile costruire una alleanza tra banche e imprese? «Perchè troppo spesso in passato questo rapporto mi ha ricordato il film “Il vento e il leone” – ha detto nella sua intmduzione il direttore Maurizio Lucchi, affiancato da Silvestro Pascarella che ha moderato il dibattito – con le banche che sono state un po’ come il vento per i territori: staccate. Invece oggi bisogna puntare sul territorio». Una scommessa che Bper, da poche settimane operativa in provincia, è pronta a raccogliere. Lo ha assicurato Simone Maci, responsabile direzione regionale Varese dell’istituto di credito: «La nostra mission è quella di essere banca di territorio – ha ribadito – al fianco di famiglie e imprese. Il mio punto di partenza è la convinzione che non si possa affrontare il futuro, se non si conosce il passato». Un progetto condiviso dai protagonisti della tavola rotonda: Fabio Lunghi, presidente della Camera di Commercio di Varese, Giovanni Brugnoli, vice presidente di Confindustria, Roberto Grassi, presidente Univa, Michele Tronconi, presidente Gaspare Tronconi Industriale srl, Rosario Rasizza, Ceo di Openjobmetis Spa e Simone Maccagnan, business manager di Gimac Medical Device Extrusion System. Partner efficienti Del resto, aprire un percorso comune è indispensabile. «Le banche si stanno avvicinando e fanno sforzi apprezzabili – ha sintetizzato Fabio Lunghi – Ora siamo all’ultimo miglio: bisogna andare ancora più in profondità, perchè questo è il momento cruciale». «Non abbiamo bisogno di un generico sostegno – ha aggiunto anche Roo Gi Determinati ma non cattivi «Noi siamo determinati a valorizzare ciò che siamo ma non siamo cattivi». Simone Maccagnan, business manager di Gmac Medial Device Extrusion System, ha chiesto un rapporto leale con gli istituti di credito. Non solo. «È fondamentale anche mettere in luce la bellezza che sta intorno a noi – ha sottolineato – perchè quando ho venduto qualcosa è perchè l’ho fatto vedere al clienti e si sono accord che era valido» berl -assi – ma di partner efficienti e reattivi, in grado di fornire risposte veloci ai cambi di contesto che gli imprenditori devono affrontare per restare sul mercato». Loro, gli industriali, si reinventano. Ma hanno bisogno di qualcuno che cammini con loro. «Una banca del territorio mette il cliente al centro e lo ascolta – ha spiegato Michele Tronconi – facilita le attività e aiuta le imprese a svilupparsi. Non si basa sugli algoritmi, che, se calcolati sui bilanci 2020 escludono ogni sostegno, ma ascolta e cerca di capire la capacità che il cliente ha di andare avanti. Noi vorremmo una banca che facesse la banca, con attenzione vera al territorio. Altrimenti è come se fossimo abituati a prendere aerei in business class e ci ritrovassimo in economy. Si arriva lo stesso, ma in condizioni peggiori». E oggi nessuno può permettersi di arrivare ultimo.

Ascolto e sostegno come da antica vocazione

SIMONE MACI direttore regionale Bper Banca: «Vogliamo essere partner della ripresa economica. Per questo, nell’accesso al credito, non valuteremo soltanto i bilanci 2020 perché i numeri darebbero solo una visione parziale. Anzi, valorizzeremo gli aspetti intangibili come la storia, la serietà e le capacità di un’azienda, andando a conoscerla in sede, visitando il capannone, i macchinari, il magazzino. Insomma, non vogliamo rimanere nei nostri uffici, ma recarci sul territorio per conoscere i nostri partner». FABIO LUNGHI presidente Camera di Commercio di Varese: q’Le piccole e medie imprese faticano maggiormente ad accedere al credito. Quindi serve un passo in avanti delle banche. Se coi vaccini, infatti, si inizia a intravedere la Luce in fondo al tunnel della pandemia, temo che per le aziende a breve arriveranno altri problemi perché, per esempio, finiranno le moratorie sul credito. Infine ci sono interi settori come il commercio e il turismo che avranno un enorme bisogno di credito per risollevarsi». ROBERTO GRASSI, presidente Unione degli Industriali della Provincia di Varese: «Nell’ultimo quadrimestre del 2020 abbiamo assistito a un forte rimbalzo del fatturato e dell’export. Di fronte a questi numeri, le banche devono avere la lungimiranza di sostenere gli investimenti in trasformazione 4.0, digitalizzazione e sostenibiiità su cui quasi la metà o più delle imprese per il 2021 prevede di puntare. Per aprire una linea di finanziamento, devono guardare la vocazione e la capacità di internazionalizzazione”.