BAFF 2017 L’edizione si tinge di giallo «A rischio senza fondi»

traguardo delle 15 edizioni, riuscendo a riscoprirsi insieme più bustocco ma anche più “milanese”, addirittura con un nuovo festival nel festival con la rassegna sulla videoarte. Ma è “giallo” sulla riduzione dell’impegno economico dell’amministrazione comunale. «Ci preoccupa molto – ammette il presidente della B.A. Film Factory Alessandro Munari – Vorremmo che il festival non venisse considerato come uno dei tanti eventi culturali della città». Il “sistema cinema” Un fulmine a ciel sereno, dopo le rassicurazioni (l’ultima, alla presentazione a Roma in ottobre) e all’indomani di una campagna elettorale in cui tutte le forze politiche, come non mai, si erano spese per la tutela di una manifestazione spesso oggetto di controversie. A far venire qualche sospetto in conferenza stampa è il sindaco emerito Gigi Farioli, presidente dell’associazione “Amici del Sistema Cinema”: «Questo festival continuerà indipendentemente dalle istituzioni perché è una forza di popolo, della Busto che ha saputo fare industria e sognare, perché non nasce dal nulla ma dall’impegno delle sale d’essai e perché è un angolo in cui la passione delle scuole fa tornare attori e registi». Poi all’assessore alla cultura Paola Magugliani tocca ammettere: «La delibera in giunta non è ancora stata approvata, ma probabilmente il contributo sarà di 90 mila euro e non più 100 mila. Solo una parte per il Baff, il resto al sistema cinema, soprattutto all’Icma». L’assessore chiarisce che «il sostegno al “sistema cinema” resta tale, ma viene suddiviso in modo diverso. Il Baff si è sempre rivolto agli sponsor e deve continuare a farlo, sulla base del principio di sussidiarietà, per consentire in futuro ad investire risorse per favorire nuove iniziative». Quale futuro? Ma il presidente della B.A. Film Factory Alessandro Munari ammette che il taglio dei fondi al festival «preoccupa molto, perché già noi facciamo molta fatica. Ci rendiamo conto dei problemi dell’Amministrazione, ma ogni anno è sempre più difficile e faticoso mettere in piedi una manifestazione di qualità». Potrebbe creare problemi per il futuro? «Tutto è nelle mani dell’Amministrazione – fa sapere Munari – credo che debba considerare il festival un elemento importante e di forza della città, e non uno dei tanti eventi culturali. Magari è improprio e immeritato, ma io faccio il paragone con Venezia, che ha decine di iniziative culturali ma non considera il festival una delle tante». Tanto più che quest’anno il programma si è sforzato di venire incontro ai desiderata di palazzo Gilardoni, «che vuole una promozione di Busto a tutti i livelli>>.

 

Gabriele Tosi e il “festival nel festival” sulla videoarte

 

Il grande ritorno di Gabriele Tosi: è lui il direttore artistico di MiBArt, il nuovo festival di arte multimediale che si svolgerà a cavallo tra Busto Arsizio e Milano. Una costola del Baff che guarda al «cinema e alla tv di domani e dopodomani», quella messa a punto dal fondatore e primo presidente del festival insieme ad Antonella Mantovani e Martina Cavallarin dell’associazione culturale Castello13. La videoarte, un linguaggio artistico basato sulla creazione e riproduzione di immagini in movimento mediante strumentazioni video, è una passione di lunga data di Gabriele Tosi, che vi ha dedicato una sezione fin dalla prima edizione del Baff. Ora il salto di qualità, con la mission di creare «connessione tra il mondo dell’arte, la società civile e l’impresa». MiBArt 2017 è «un numero zero che è già quasi un festival a sé stante»: così Tosi racconta il “festival nel festival” che debutterà venerdì 17 marzo all’Icma con una masterclass di Pietro Deggiovanni dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra Busto e Milano (al Mi-Mat e al Mexico) verranno proiettate «più di 50 video-opere», a partire da quelle degli artisti degli anni ‘70 (c’è anche uno spettacolo su Alan Turing), e interverranno «video-artisti e storici dell’arte sull’immagine in movimento». Lo stesso direttore artistico ammette che «c’è molta carne al fuoco: sintetizzando per gli esperti, i concetti chiave sono metaloghi, metamorfosi, morfogenesi. Ma l’obiettivo è di aggredire la barriera cognitiva, il fatto che un linguaggio nuovo e sconosciuto provochi una reazione di rigetto che impedisce di apprezzare: indicheremo percorsi per superare questa barriera, come fanno gli studenti del primo anno dell’Icma appena si trovano di fronte alla videoarte. Chiunque può accostarsi con un po’ di pazienza, capirla e farne patrimonio proprio».

 

Verdone e Pivetti stelle in giuria E le proiezioni sconfinano a Milano

 

Un Carlo Verdone «irresistibile» e tanto altro: il B.A. Film Festival numero 15 allarga i suoi confini. Toccando Milano e andando oltre il cinema. Per il presidente Alessandro Munari è «una piccola Milanesiana che inizia ad allargarsi ad altri settori». Per il direttore artistico Steve Della Casa «Busto è la serie A della cultura». È un Baff ricchissimo e poliedrico quello che è stato presentato ieri al Cineteatro San Carlo Mi-Mat di Milano con l’anteprima di “Slam” di Andrea Molaioli. Tante le novità di una rassegna che continua a proporsi come «l’abito bello, della festa» in una città che «vive di cinema 365 giorni l’anno», come sintetizza Della Casa. «Un piccolo festival con solide basi, in cui i protagonisti del cinema ritornano perché trovano un pubblico vero. Ecco perché Verdone accetta di venire, gratuitamente come tutti gli artisti, a ripercorrere la sua carriera commentando otto spezzoni di suoi film». Sarà la serata inaugurale, il 18 marzo al Sociale, di un festival che conquista Milano, con la novità delle proiezioni ai cinema San Carlo e Mexico. «Finalmente la periferia milanese arriva a Busto capitale» sottolinea Gigi Farioli, per gli Amici del Cinema. Ancora il direttore artistico: «Sintomi di un’espansione a macchia d’olio: chissà dove arriveremo? Ma ci piace anche vivere in un posto dove c’è tanta passione per il cinema». La città dei cineforum, del preparatissimo pubblico delle scuole («faremo i doppi turni per le proiezioni mattutine» rivela Paolo Castelli) e del «fiore all’occhiello» della scuola di cinema Icma («per una settimana – sottolinea la direttrice Minnie Ferrara – la didattica si sposta al festival»), sarà celebrata nelle sue eccellenze. Alessandro Solbiati, compositore bustocco, protagonista del concerto per i trent’anni del coro Cantosospeso diretto dal maestro Martinho Lutero in San Giovanni. La Pro Patria, che avrà un corner allo spaziofestival. Il Codice di Busto, prezioso evangelistario datato 875 d.C., esposto alla Biblioteca Capitolare il 24 e 25 marzo. Telealtomilanese, prima tv commerciale via etere, in un documentario di Marco Maccaferri realizzato dall’Icma. Sarà un festival intenso. Dall’omaggio a Totò alla consueta rassegna con Elisabetta Sgarbi. Avrà nomi importanti: oltre a Verdone, Eleonora Giorgi, Liliana Cavani e la presidente della giuria del concorso dei corti Veronica Pivetti. Anteprime: oltre a “Slam”, “Orecchie” di Alessandro Aronadio e i film su Lucio Dalla e Pino Daniele. E ancora, convegni attualissimi, da quello sull’estetica della giustizia penale a quello sulla nuova legge Franceschini e sulle nuove modalità espressive del cinema sul web.