Aziende tessili e volontari: la fabbrica del dono

La Prealpina - 25/03/2020

La rete della solidarietà mette a segno un bel colpo per l’Asst Sette Laghi, cui saranno donate 450 mascherine per il personale sanitario in trincea nell’affrontare l’emergenza coronavirus. L’idea è nata una settimana fa, precisamente il 18 marzo, dalla mente dell’imprenditore gaviratese Claudio Colombo: nel giro di pochissimi giorni, è riuscito a mettere insieme e a coordinare un network di aziende tessili del territorio, temporaneamente chiuse, che hanno dato la loro disponibilità nel confezionare i preziosi dispositivi di protezione. Il tutto attraverso la collaborazione con un’azienda del territorio che ha fornito i tessuti tecnici per la realizzazione delle mascherine. Una parte di questa produzione andrà in dono a medici e infermieri dell’Ospedale di Circolo. «Domani (oggi, ndr) – spiega Colombo – due nostre volontarie consegneranno le prime 250 mascherine e la settimana successiva le rimanenti». Complessivamente saranno distribuiti 225 kit perché ognuno contiene due mascherine, lavabili e riciclabili, in materiale trilaminato, in linea con le normative vigenti. E non è tutto: in contemporanea, sono nati diversi gruppi di volontari, radunati sotto il nome di Sos Varese Aiuta. Tutti insieme stanno producendo mascherine che vengono distribuite gratuitamente sul territorio, con un occhio di riguardo per le persone che ne hanno più bisogno, come gli immunodepressi e le persone anziane. Anche in questo caso si è trattato di un movimento trasversale: «Nata l’idea, abbiamo usato i canali social e il passaparola per lanciare l’appello, cercando di coinvolgere chiunque avesse in casa una macchina da cucire. A chi aderisce, viene consegnato il tessuto e gli elastici: tutto il materiale viene reperito attraverso le donazioni di aziende tessili e privati, dopodiché i singoli si attivano per realizzare le confezioni». Ma queste non saranno destinate all’ospedale: «Una volta pronte, ogni gruppo provvederà a farle recapitare alla Protezione Civile, alle parrocchie, alle farmacie e alle persone che ne hanno bisogno. Vengono donate a titolo gratuito. Non si tratta, però, di dispositivi di protezione individuale certificati, ma di mascherine di cotone “da passeggio”». L’iniziativa sta prendendo piede: «Nel giro di una settimana, ho ricevuto più di 3.000 contatti di persone disponibili e siamo in grado di realizzare anche 1.500 mascherine al giorno. Al momento, nel territorio abbiamo una quindicina di gruppi, ci siamo divisi per coordinarci meglio, ognuno dalla propria abitazione. Abbiamo ricevuto richieste di aderire al nostro circuito anche dall’Austria e dal Belgio. Nel contempo, sono tante le persone che mi cercano per poter avere un dispositivo di protezione».