Aziende storiche Varesotto al bivio

La Prealpina - 18/05/2017

Aziende storiche Varesotto al bivio

varese È ancora troppo bassa la propensione da parte degli imprenditori italiani a pianificare il processo di transizione da una generazione all’altra. I progetti strutturati di passaggio del testimone tra genitori e figli riguardano oggi solo il 6% delle aziende del nostro Paese. Troppo poco. Basti pensare a ciò che avviene negli Stati Uniti, dove il dato è, invece, pari al 44%. Oltreoceano si arriva anche a fissare un’età precisa entro cui ritirarsi a vita privata, lasciando l’attività. A farlo sono il 40% degli imprenditori. In Italia a fare una tale programmazione è solo l’11%. Il problema non è da poco. Soprattutto per un modello d’impresa, quello italiano, fortemente legato al capitalismo familiare e a aziende manifatturiere storiche che di passaggio generazionale in passaggio generazione si giocano il proprio futuro. Uno scenario che nel Varesotto coinvolge non poche realtà. Basti pensare che sono più di 660 quelle fondate prima del 1950. Storiche, dunque. Per questo l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ha voluto mettere il tema al centro del quarto incontro del ciclo Approfondimenti di Finanza – Scuola di Impresa.

Esistono veri e propri comportamenti patologici nella relazione famiglia-azienda che, nella fase di successione, rischiano di minare la continuità d’impresa. «Tra questi – hanno spiegato Massimo Solbiati (docente Liuc – Università Cattaneo) e Riccardo Coda (docente Scuola Alta Formazione Odcec) – l’ossessione che tutti i proprietari di capitale debbano assumere ruoli di governo; la vecchia generazione che rimane al vertice sino alla fine; pensare che tutti i figli abbiano il diritto ereditario di lavorare nell’impresa, e magari per forza in direzione, a prescindere dalle attitudini personali; sforzarsi di assicurare a tutti i figli la medesima curva retributiva senza tener conto del ruolo, dell’impegno e dei risultati».

Uno strumento che possa aiutare le imprese a centrare l’obiettivo del passaggio generazionale c’è e sta nell’applicazione interna di un sistema di pianificazione e controllo di gestione. «Inteso come tale – hanno spiegato i due commercialisti alla platea di imprenditori varesini – un insieme di misure volte a orientare i comportamenti delle persone che gestiscono l’impresa».

«In generale il tema – ha chiosato il responsabile dell’Area Credito dell’Unione Industriali, Marco Crespi – sembra non centrare nulla con le logiche di finanza che sono alla base del ciclo di incontri di quest’anno. Ma così non è. L’impostazione di un corretto sistema di pianificazione e controllo di gestione anche in tema comportamentale impatta su tutti gli ambiti della gestione d’impresa, e su quello finanziario in particolare, dove le affinità sono evidenti».