«Aziende soffocate da troppa burocrazia e giustizia-lumaca»

La Prealpina - 10/05/2017

All’insegna del grido d’allarme contro la burocrazia che strozza le attività, Davide Galli si prepara a un nuovo quadriennio alla guida di Confartigianato Imprese Varese: il presidente uscente è infatti l’unico candidato al congresso provinciale elettivo che si terrà domenica prossima alle Ville Ponti sul tema “Quando la regola è l’eccezione” (il mese scorso è già scaduto il termine per presentare sfidanti alternativi e quindi il risultato è sicuro). All’appuntamento sono attesi circa 500 dei novemila associati che metteranno nuovamente la “crocetta” sull’imprenditore meccanico gallaratese di 58 anni che nel 2013 prese il posto di Giorgio Merletti, numero uno nazionale.

«Per statuto prevediamo al massimo due mandati e quindi si tratta del secondo e ultimo – spiega il direttore Mauro Colombo dalla sede di viale Milano al lancio dell’evento -. Il presidente si ricandida per i successivi quattro anni: questa è una prova di compattezza importante per la nostra associazione. La lista per il Consiglio provinciale per presentarsi deve avere il sostegno del 7 per cento degli iscritti e quindi i candidati hanno girato le aziende per conoscere problemi e anche critiche». Le elezioni sono dunque l’occasione per tracciare un bilancio di quanto fatto finora per il tessuto produttivo locale: «Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissi – prosegue Colombo -. Prima di altri abbiamo posto l’accento sulla necessità dell’innovazione digitale, anche se non amo le sigle 2.0 o 4.0. Avevamo intravisto l’uscita dal tunnel della crisi e l’entrata in una nuova era, abbiamo da subito sottolineato la necessità di espandere il mercato e di puntare su competenze e formazione. Resta critico il problema del credito per le piccole e medie imprese, ma noi abbiamo anticipato il rafforzamento delle garanzie uniformando i Condifi regionali».

Questo nel primo mandato: ora è tempo di guardare oltre. «Dopo essersi presi cura degli attrezzi del mestiere, ora ci concentriamo sul tema delle regole e della loro efficacia, non sempre certa. La nostra attenzione si focalizza sui rapporti con la pubblica amministrazione e con la normativa», annuncia Colombo. «Le imprese hanno bisogno di regole certe, ma la sfida della competitività si vince solo se la Pa è fattore di sviluppo e non una gabbia». I nemici numeri uno delle Pmi? L’eccesso di burocrazia e la giustizia incerta. «Questa non è ricchezza ma perdita di tempo – chiosa il direttore -. Le aziende chiedono assistenza per la mole enorme di adempimenti a cui devono far fronte, ma anche per far crescere l’export e l’innovazione. Essere artigiano è una cultura, più che una questione di dimensioni o settori: l’artigiano è mani e testa. L’imprenditore è tecnologico ed è il suo territorio».

Le regole strozza-aziende a volte sono talmente potenti da decretare la continuità o la chiusura: al tema sarà dedicata la tavola rotonda “Quando la regola è l’eccezione”, moderata da Franco Ferraro, caporedattore di SkyTg24 intervenuto ieri alla presentazione. Parteciperanno Lara Comi, Eurodeputato e vicepresidente del Gruppo Ppe al Parlamento Europeo, Stefano Glinianski, magistrato della Corte dei Conti e segretario generale dell’Autorità di Garanzia Scioperi e Servizi Pubblici Essenziali, Federico Ninni, comandante del reparto operativo dei Carabinieri di Varese, Alfonso Sabella, magistrato, già sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo di Gian Carlo Caselli ed ex assessore alla legalità del Comune di Roma, Roberto Sommella, giornalista esperto di finanza pubblica, direttore delle Relazioni Esterne dell’Antitrust, Franco Vazio, vicepresidente della II commissione (Giustizia) della Camera, Francesco Vitale, comandante provinciale Guardia di Finanza di Varese.