Aziende neonate Varese batte Vco

La Prealpina - 23/07/2020

Duecentodue nuove imprese contro centoquattordici cessazioni. In provincia di Varese nel secondo trimestre 2020 le imprese artigiane registrano un tasso di crescita lievemente positivo, con un tasso di sviluppo di 0,46% e un saldo trimestrale di 88. Un dato che spinge ad un cauto ottimismo e che è ancora più evidente se comparato con quello della confinante provincia del Verbano Cusio Ossola. Proprio nella provincia Azzurra il tasso di sviluppo segna – sempre nel secondo trimestre 2020 – un +0,27% e sono 42 le “nuove imprese” iscritte tra aprile e giugno 2020 alla Camera di Commercio. Un tasso di crescita, anche in questo caso, leggermente positivo che tuttavia pone alcune importanti riflessioni.

«Innanzitutto – spiegano dagli uffici della Camera di Commercio, a Baveno (nella foto) – va evidenziato che si tratta di un dato anche “migliore” rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si accentua però il nodo della natalità imprenditoriale, ovvero nascono sempre meno nuove imprese. Negli ultimi 10 anni il dato non è mai stato così basso: infatti si registrano solo 42 nuove imprese in tre mesi». Ma quali sono le cause? «Sicuramente l’emergenza coronavirus – spiegano ancora dagli uffici -. L’effetto continua a pesare sulla nati-mortalità del sistema imprenditoriale. Rispetto allo stesso periodo del 2019 sono infatti in flessione tutti i maggiori comparti».

Questi, dunque, i risultati della Camera di commercio del Verbano Cusio Ossola sulla banca dati Movimprese di Infocamere, società consortile delle Camere di commercio italiane. Dall’analisi comparativa risulta fra l’altro come nel secondo trimestre del 2020 il tasso di sviluppo delle imprese artigiane provinciali, che è un +0,27% come si diceva, è peraltro risultato inferiore rispetto alla media italiana e regionale. Il Piemonte registra +0,53% mentre la “media Italia” è +0,50%, entrambi i risultati sono migliori rispetto al secondo trimestre 2019.

Rispetto al secondo trimestre 2019, nel Vco diminuiscono sia le cessazioni (da 60 a 31 unità in valore assoluto) sia le nuove iscrizioni (da 64 a 42 nuove imprese nel periodo aprile a giugno).

Al 30 giugno il numero totale di attività artigiane registrate in provincia di Verbania si attesta a 4.153 ( circa il 32% delle imprese totali registrate nel Vco); nel 2009 erano 5013, per avere un riferimento. Lo stock delle imprese artigiane è in diminuzione e dal confronto annuale si sono ancora perse 45 imprese (oltre 860 in meno rispetto allo stesso periodo di 10 anni fa).

Rispetto a giugno 2019, resta in sofferenza il settore della manifattura, dove opera oltre il 22% delle imprese artigiane (921 imprese) e quello edilizio, che ne occupa il 41%. Nel dettaglio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ci sono 13 imprese in meno per la manifattura e 10 imprese in meno nelle costruzioni. Da segnalare che queste variazioni sono nettamente meno rilevanti rispetto a quanto registrato in anni passati, quando il comparto edile perdeva più di 100 unità all’anno.

Il 78% delle imprese artigiane è individuale, in flessione di 26 unità rispetto a giugno 2019 (ben oltre la metà della variazione annuale dello stock di imprese artigiane). Sempre rispetto a giugno 2019 sono in flessione anche le società di persona, stabili invece quelle di capitali che pesano per circa il 4% sul totale delle imprese artigiane.