Avere una casa a “contatore zero” è possibile

La sala di Villa Andrea del centro congressi delle Ville Ponti gremita di persone per un convegno sull’efficientamento energetico non è un indicatore fondamentale della ripresa, ma può essere un buon indizio. Un secondo indizio è dato dai soggetti organizzatori riuniti intorno allo stesso tavolo che rappresentano una buona fetta della filiera dell’edilizia: dai costruttori edili (Ance) agli ordini professionali (ingegneri, geometri e architetti), dalla banca (Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate) all’Icaf, istituto che si occupa di conciliazione e alta formazione, con la “certificazione” di amministratori pubblici e Legambiente
RESPONSABILITÀ E VALORE
Dal convegno, moderato dal giornalista di Radio 24 Maurizio Melis, sono emersi due aspetti che indicano in modo netto il cambio culturale che è richiesto a tutti gli attori del comparto: riqualificare un edificio dal punto di vista energetico è prima di tutto un atto di responsabilità ambientale e al tempo stesso di rivalutazione del patrimonio immobiliare che in Italia, si sa, è piuttosto vecchio. Secondo i dati forniti dall’Ance provinciale, a fronte di un intervento medio di 14.500 euro, il valore medio di un’abitazione aumenta di 65mila euro, cioè 4 volte l’investimento. «I dati del Rapporto Enea sui risparmi conseguiti dalle specifiche tipologie di intervento rispetto al numero di interventi eseguiti, evidenziano che è più promettente ed efficace l’intervento di riqualificazione globale rispetto agli altri interventi agevolati» ha spiegato Juri Franzosi, direttore di Ance Varese.
Avarie

IL LAVORO A REGOLA D’ARTE PAGA SEMPRE
In provincia di Varese il costruttore Giuseppe Mosconi di Ance Verona è ormai una presenza costante. “L’inventore” del modello CQ (costruire in qualità) ha spiegato con la sua solita verve l’importanza di avere una filiera qualificata per evitare errori tecnici e investimenti a vuoto, ovvero mirati a progetti sbagliati di riqualificazione. Un percorso di qualità significa avere un coordinamento efficiente di tutti gli operatori sul cantiere, un controllo qualitativo adeguato e un saper fare adeguato al progetto. «Quanto basta – secondo Mosconi – per dare tranquillità anche alla banca che ha finanziato i lavori».
L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO È UN OBIETTIVO REALISTICO
Aspirare a una casa “a contatore zero” potrebbe sembrare velleitario alla luce della vetustà del patrimonio immobiliare italiano. I dati forniti dalla Bcc lasciano poche alternative possibili alla riqualificazione. Dei 18 milioni di appartamenti, otto su dieci, sono vecchi: il 20% è stato costruito prima del 1945, il 33% dal 1946-1970, il 31% costruito dal 1971-1990. Un patrimonio che va dunque rigenerato con l’utilizzo di nuove tecnologie di costruzione e impianti all’avanguardia per evitare dispersioni energetiche elevate e inquinamento. «Quello che poniamo oggi sul tavolo – ha detto Luca Barni, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate – è una questione complessa, che va a coinvolgere una serie di competenze e di ambiti diversi. Quando parliamo di edilizia facciamo riferimento alla casa, alle famiglie; ma anche ad un settore economico che ha la necessità di trovare una spinta in più; non certo ultimo, è un tema che coinvolge in modo concreto tutti i discorsi sull’ambiente: dall’inquinamento al risparmio energetico».
LE LEGGI CI SONO: SI PUÒ FARE
Davide Galimberti, sindaco di Varese, ha ribadito che il legislatore ha dato tutti gli strumenti per poter rendere “appetibile” l’efficientamento energetico. Pensiero condiviso da Barni. «La legge di bilancio – ha sottolineato il direttore della Bcc – conferma e per certi aspetti potenzia i bonus energetici previsti, inserendo delle importanti quote di agevolazioni. Un’assoluta novità è il cosiddetto bonus “verde”. Nella Città Giardino direi che sarebbe incredibile non sfruttarlo».