AVELLINO “La Stella non è il presidente della Camera di Commercio, convocazione illegale: ricorreremo” parla Sabino Basso

ILCIRIACO.IT

Oreste La Stella non è il presidente della Camera di Commercio di Avellino, la sua elezione non è valida perché avvenuta dopo la quarta ed ultima convocazione”. Presa di posizione “netta e coerente” del presidente di Confindustria Avellino Sabino Basso a 24 ore dall’autoconvocazione a Piazza Duomo che ha sancito (?) l’elezione del direttore della Confcommercio. “Ci accusano di favorire il commissariamento? Non mi sembra, visto che il presidente c’era ed era Costantino Capone. E’ stato destituito perché secondo le regole non poteva farlo, lo abbiamo accettato tranquillamente. Ma le regole dicono anche che se nessuno ha vinto c’è il commissario. E’ una questione di coerenza, noi non ci siamo svenduti, non abbiamo fatto campagna acquisti, non siamo andati a promettere nulla, siamo rimasti sulle nostre posizioni. Ci avrebbe fatto piacere che uno tra La Stella e Vozzella vincesse legalmente, non è successo e ne prendiamo atto ma non ci si può autoconvocare ed eleggersi il presidente da soli”.

Gli industriali, rappresentati dei sindacati e Adiconsum, non erano presenti alla seduta dell’ 11 maggio (leggi qui). Il nodo è la convocazione del 2 maggio (leggi qui) quando a scrutinio terminato i voti a favore di La Stella erano 14 e quelli per Vozzella 12 con un astenuto. Da regolamento la camera sarebbe stata commissariata, essendo il quorum fissato a 15 come ribadito in quella seduta dal segretario Luca Perozzi. Il commissarioSalvatore Loffreda però non firmò il verbale dell’assemblea, alla quale parteciparono tutti, autoconvocando l’11 maggio la prosecuzione della assemblea precedente per ascoltare e mettere agli atti i pareri legali di esperti sul quorum e sulla nuova convocazione (leggi qui il parere del professore Alfredo Contieri) che hanno soprattutto rassicurato il segretario Perozzi. Ma alla prosecuzione mancavano appunto gli industriali che la mattina stessa avevano inviato una diffida alla Cameraperché quella convocazione è illegale, contro il regolamento, era la quinta e non si poteva tenere.Una forzatura ed una interpretazione dello statuto a proprio uso consumo. Ma è stata totalmente ignorata. Lo statuto, in un ente che funziona, è chiaro e va rispettato. Entro la quarta votazione va eletto il presidente, purtroppo i numeri non c’erano”.

Di dialogo, come auspicato da La Stella,  al momento neanche a parlarne “per noi non è valida neanche la giunta. Non presenzieremo neanche ad una eventuale convocazione per approvare il bilancio. Faremo ricorso al tribunale amministrativo innanzitutto per il quorum, per la convocazione e per l’incandidabilità di La Stella che si trova nella stessa situazione di Capone. Anche lui è al quarto mandato, non si possono adottare due pesi e due misure”.