Autovelox, gara sospesa Ma la polemica non rallenta

La Prealpina - 24/02/2017

Il progetto è ormai tramontato. Per volontà politica. Trasversale. Ma le polemiche no. E sono anch’esse trasversali. Il caso riguarda il project financing con cui la Provincia di Varese, guidata da Gunnar Vincenzi, intendeva dare in concessione l’installazione di multanova e la gestione poi delle infrazioni. A riaccendere la polemica è il consigliere di opposizione, Giuseppe Longhin, della Lega Nord, che attribuisce la sospensione del bando a motivi ben più… pesanti.

«Il bando per l’installazione dei Tutor sulle strade provinciale, che ricordo prevedeva 11 anni di contratto, 44 milioni di spesa, 250mila di multe per il primo anno, vale a dire 700 multe al giorno, una per ogni chilometro di strada provinciale» è stato bloccato, «come abbiamo scoperto dopo che la consigliera Marinella Colombo ha effettuato un accesso agli atti» perché «ben cinque aziende, 4 con una semplice raccomandata indirizzata all’amministrazione e una con un ricorso al Tar che addirittura ha inviato il tutto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, hanno posto seri dubbi sulla correttezza del bando stesso». L’esponente del Carroccio passa quindi in rassegna le contestazioni delle cinque imprese: in particolare c’è quella che rileva come un progetto di finanza dovesse passare da una delibera del Consiglio provinciale che «ne programmasse l’attuazione nel bilancio 2016»; e poi l’applicazione di una normativa errata che, secondo Longhin, avrebbe favorito il proponente del project financing. Morale: il leghista teme che possano incombere su Villa Recalcati richieste di risarcimento danni. La risposta non si è fatta attendere. Il consigliere di maggioranza Davide Tamborini, che ha la delega alla Viabilità, spiega «che per Longhin la tentazione di fare della politica sempre solo un teatrino, sia più forte delle responsabilità istituzionali per le quali è stato eletto». E quindi la replica nel merito delle accuse: «Non è stato fatto alcun impegno di spesa, poiché i 44 milioni ai quali fa riferimento Longhin altro non sono che il valore stimato dell’investimento da realizzare da parte del soggetto vincitore negli 11 anni e che si sarebbe autofinanziato con le contravvenzioni da accertare su tutto il territorio per tutta la durata prevista dal bando. Provincia di Varese non ha e non avrebbe impegnato nemmeno un euro, ma soltanto incassato la quota di propria spettanza delle sanzioni».

Tamborini osserva inoltre che «il Tar dopo aver analizzato il fascicolo ha respinto la richiesta di sospensione del bando». Pur rinviando però gli atti in Procura e alla Corte dei conti. «Ma senza formulare ipotesi di reato».