Autodromo Monza Un varesino al vertice della Sias

La Prealpina - 05/05/2017

L’interessato non conferma né smentisce, ma oggi l’assemblea della Sias indicherà come presidente Giuseppe Redaelli. Dietro al nome freddo e anonimo della Società incremento automobilismo e sport si cela una delle passioni italiane più grandi e la gestione dell’autodromo di Monza una delle capitali mondiali delle corse in auto. Al vertice della realtà che gestisce l’impianto, ci sarà dunque un varesino. Redaelli, dal 2010 presidente di Aci Varese, una vita nell’Automobile club d’Italia e grande appassionato di corse e auto, è imprenditore stimato de La Tipografica Varese, oltre che impegnato in tante altre iniziative culturali, sociali e di solidarietà.

Ora arriva un incarico di livello mondiale che conferma ancora una volta la capacità e la stima di cui godono i dirigenti sportivi di casa nostra capitanati al giorno d’oggi da Beppe Marotta e Umberto Gandini, direttore generale della Juventus e amministratore delegato della Roma. A essi si affiancherà Redaelli il quale, col garbo a lui consueto, non conferma (ma neppure smentisce) e con la prudenza tipica delle Prealpi attende che tutto sia compiuto, giungendo a una firma. Chiaramente dietro vi è la prudenza di chi sa che questa nomina è il sogno di ogni appassionato di motori: poter guidare l’autodromo di Monza, soprattutto in un anno in cui la Ferrari è tornata competitiva, dopo che fra variante Ascari e Parabolica l’ultima vittoria delle Rosse risale al 2010 con Fernando Alonso.

Il nuovo incarico si deve al cambiamento dell’assetto della proprietà di Sias. Dal 14 marzo, infatti, il 75% delle quote è passato dalle mani di Aci Milano a quelle di Aci Italia che, diventando azionista di maggioranza, ha chiaramente voluto indicare il nome della nuova guida, dando un’acceleratao in direzione delle Prealpi. Accanto a Redaelli, Aci dovrebbe nominare altri due componenti del nuovo consiglio di amministrazioni (in tutto sono cinque), in un riassetto che fa parte degli accordi che hanno portato al rinnovo del contratto con la Formula 1. Come si ricorda, pochi mesi fa si giunse faticosamente a una firma dopo che si ventilò addirittura la possibilità di non disputare più il Gran Premio d’Italia. Alla fine la trattativa con Bernie Ecclestone si concluse col circuito di Monza inserito ancora per tre anni, nel Mondiale di Formula 1 in cambio di 68 milioni suddivisi in tre tranche da versare alla F1. Cifre forse fuori mercato anche perché molti circuiti, invece, hanno iniziato un disimpegno o stanno decidendo sul futuro e soprattutto perché nel 2019 non ci si dovrà più mettere d’accordo con Ecclestone che, nel frattempo, ha passato la mano. Nella partita fondamentale fu il portafogli di Regione Lombardia col presidente Roberto Maroni che all’epoca parlò di «gioco di squadra dove la Regione ha avuto il ruolo del supporter economico, con ulteriori 20 milioni di euro di investimento, a fronte dei 70 già previsti in dieci anni per parco e autodromo, indispensabili per chiudere il rinnovo e investire sul circuito».

Per tre anni dunque Redaelli potrà restare tranquillo, almeno per quanto concerne l’evento più importante dell’anno per gli sport motoristici in Italia. Per tutto il resto ci sarà da lavorare e parecchio, basti dare un’occhiata al calendario degli eventi che ospita il circuito di Monza che, giustamente, viene sfruttato fino “all’ultimo centimetro di cordolo”, con manifestazioni presenti praticamente tutti i giorni: corse, test, camp, challenge, fino a diventare il Tempio della velocità di altri sport, come accadrà domenica 28 maggio quando ospiterà la partenza dell’ultima tappa del Centesimo Giro d’Italia.