Attiviamoci per Malpensa

La Prealpina - 09/02/2021

Varese –  Il presidente degli industriali varesini, in questi mesi di pandemia, non ha mai cambiato idea: quando finirà il blocco dei licenziamenti, la vera emergenza non sarà nelle aziende ma a Malpensa. E ieri lo ha ribadito ancora una volta con forza, mosso da una preoccupazione seria per quella che è l’industria più importante della provincia e che, tra diretti e indotto, genera circa quarantamila posti di lavoro. «La ripresa di Malpensa – ha sottolineato Grassi- avrà tempi lunghi e c’è il rischio di una vera e propria bomba sociale. Se lo scalo continuerà a lavorare al 20 per cento delle sue potenzialità, una riorganizzazione sarà inevitabile. E per i lavoratori e famiglie sarà un vero dramma». Anche perchè, come ha spiegato Roberto Grassi, è difficile pensare che le persone in esubero nello scalo della brughiera possano trovare una differente collocazione nel manifatturiero varesino. Le mansioni sono troppo diverse.

«Bisogna accendere un faro su Malpensa – ha ribadito il presidente Univa – e bisogna rendersi conto che è una infrastruttura essenziale per lo sviluppo non solo del nostro territorio ma dell’intero Paese. Serve questa presa di coscienza e il mettersi al lavoro su questo fronte. La nostra proposta è già sul tavolo: creare una zona speciale logistica che abbia al centro lo scalo e contribuisca al salvataggio dell’occupazione».

E.Spa.