Attilio Fontana? I lombardi lo votano ma non sono soddisfatti

La Prealpina - 16/01/2023

La politica si misura dalle idee e dalla capacità di trasformarle in qualcosa di concreto che migliori la vita di chi ti ha eletto (e non solo). Peccato che spesso sia diventata solo una corsa elettorale per accaparrarsi posti e posizioni (per non dire di peggio), un modo per cavalcare il consenso e non per risolvere i problemi. Gli esempi sono sterminati. Ma è la premier Giorgia Meloni a mettere in guardia da questo atteggiamento. Nel collegamento video di sabato a Milano per lanciare la squadra di Fratelli d’Italia alle Regionali ricorda la frase attribuita a Giuseppe Garibaldi “qui si fa l’Italia o si muore” per canalizzare l’impegno verso un Paese migliore. Peccato, però, che in quello esistente le aspettative dei cittadini siano state spesso deluse. Anche nella ricca Lombardia governata da Attilio Fontana, sostenuto dalla stessa Meloni.

a dimostrazione arriva da un sondaggio pubblicato proprio in questi giorni da Winpoll su un campione di 2.000 interviste (8.321 persone contattate). Dalla ricerca commissionata da Scenari Politici risulta che Attilio Fontana, anche in virtù del suo ruolo attuale di presidente della Regione Lombardia, è il più conosciuto tra i principali competitor (99%), al pari però di Letizia Moratti (99%). Più indietro Pierfrancesco Majorino al 78%. Pure nelle intenzioni di voto l’ex sindaco di Varese è in testa, prendendo il largo rispetto alla sua ex vice. Fontana si trova a quota 41,3%, Moratti al 27,6%, Majorino al 25,2%. Valutazioni non corrette? Può darsi. Il campione è piuttosto limitato dunque i risultati prestano il fianco alle critiche. Ma non è di questo che vogliamo parlare, tanto da qui al 12-13 febbraio ne circoleranno tanti altri di sondaggi. Con dati che spesso si discostano di molto tra loro. La questione è un’altra e risiede nella domanda dei sondaggisti sull’operato di Attilio Fontana. Solo l’8% si dichiara molto soddisfatto di quel che ha fatto in questi cinque anni in Lombardia, il 29% è soddisfatto ma la stragrande maggioranza non apprezza il lavoro svolto dalla sua amministrazione. Il 40% non è soddisfatto e il 23% non è per nulla soddisfatto. Dunque, tornando all’appello iniziale di Giorgia Meloni, si può dire che Fontana abbia fallito l’obiettivo che non è quello del consenso ma del governare bene. E ciò non può non indurre una riflessione nell’attuale maggioranza a un mese dal voto, mentre tengono banco le polemiche sulla formazione delle liste. Per esempio l’esclusione del presidente della Camera di Commercio Fabio Lunghi, un uomo del fare, non è un buon segnale per chi vorrebbe (Meloni in primis) una Lombardia migliore. Probabilmente Fontana – nel formare la sua squadra – ha preferito logiche diverse rispetto a quelle del “qui si fa l’Italia o si muore”. Vincerà, lo dicono i sondaggi. Ma poi dovrà governare. Ecco.