Associazioni, più soldi in cassa

Sale da 250milla a 400mila il tetto massimo delle entrate commerciali delle associazioni no profit con Partita Iva che hanno optato per il regime contabile semplificato della legge 398/1991. Si tratta di una novità contenuta nella legge di stabilità 2017 e attesa soprattutto dalle realtà associative più strutturate, anche in provincia di Varese che, col limite precedente, dovevano compiere i salti mortali per rimanere al di sotto di quella cifra.

Il cambiamento partirà a decorrere dal primo gennaio, ma potrà essere utilizzato anche da chi utilizza l’anno scolastico come periodo di rendiconto economico e quindi si trova a cavallo fra 2016 e 2017. Il primo a dare la notizia è stato il Blog per le associazioni TeamArtist che, assieme ad altre organizzazioni, spingeva da tempo su questo innalzamento anche se, per dirla tutta, forse le riforme per migliorare il mondo associativo sono ben altre, a partire, tanto per fare due esempi, dalla cancellazione dell’obbligo dello spesometro e del registro Iva minori.

Restando sul tetto da 400.000 euro esso riguarda le entrate commerciali e quindi: cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, gestione di spacci aziendali e di mense, somministrazione di pasti, prestazioni di trasporto e di deposito, organizzazioni di viaggi e di soggiorni turistici, prestazioni alberghiere e di alloggio e pubblicità commerciale.

Non è invece ancora fugato il dubbio se i 400mila euro riguardano il fatturato o l’incassato.

«C’è una vecchia diatriba in corso – spiegano gli esperti di TeamArtist – per cui per l’Agenzia delle entrate il limite è calcolato sull’incassato, per la Siae (che può fare i controlli fiscali alle associazioni no profit in virtù di una convenzione con lo l’AdE) sul fatturato».

Come sempre, insomma, nel marasma di norme, cavilli, leggi e leggine, a dominare è sempre l’interpretazione personale di questo o di quel controllore.