Assessore alla cultura Galimberti non cede

La Prealpina - 09/09/2019

La nomina del nuovo assessore alla cultura? Cancellata dalle agende di Palazzo Estense. Non una riga nel diario del sindaco, neppure un accenno nei promemoria della giunta, zero comunicazioni in arrivo al consiglio comunale. Tre mesi dopo l’addio di Roberto Cecchi al municipio, Davide Galimberti continua a non avere fretta di riassegnare la delega che aveva trattenuto per sé all’indomani del 10 giugno, giorno delle dimissioni del manager fiorentino, ex direttore generale del Ministero dei beni culturali arruolato come tecnico nell’esecutivo di centrosinistra. «L’argomento non è all’ordine del giorno» tagliano corto i più diretti collaboratori del primo cittadino. E tutti, in via Sacco, sono ormai convinti che l’assessorato alla cultura resterà tra le dirette competenze di Galimberti fino al termine del mandato. Sarà il sindaco a occuparsi in prima persona degli appuntamenti di “Nature urbane”, delle iniziative collegate alla mostra delle opere di Renato Guttuso in corso a Villa Mirabello, dei cartelloni delle stagioni comunali di musica e prosa, delle collaborazioni con enti e associazioni e, soprattutto, della possibile trasformazione dell’ex cinema “Politeama” nel nuovo teatro della città. A chi gli ha posto la domanda diretta, l’avvocato dem ha risposto che «non c’è alcuna fretta». I contatti con Roberto Cecchi, del resto, non si sono mai interrotti dopo dimissioni e neppure il flusso di “consigli” sulle decisioni strategiche. Resta tuttavia da sciogliere il nodo della composizione della giunta, con una poltrona rimasta libera e numerosi pretendenti a un incarico nel governo cittadino. Anche in questo caso il sindaco non sembra tuttavia intenzionato a spingere l’acceleratore. Un nuovo assessore, se mai entrerà nella squadra, sarà chiamato a svolgere un incarico specifico per l’attuazione di uno dei capitoli del programma e, soprattutto, potrebbe essere espressione di un allargamento della maggioranza a una non meglio definita «area moderata» a cui il centrosinistra non ha mai smesso di lanciare segnali negli ultimi mesi. Oggi intanto a Palazzo Estense sarà ufficialmente decretata la fine delle vacanze della politica. Il presidente del consiglio comunale Stefano Malerba incontrerà il segretario generale Francesco Tramontana e insieme imposteranno una scaletta delle scadenze istituzionali da sottoporre a una riunione dei capigruppo all’inizio della prossima settimana. Per la prima riunione del consiglio comunale la data ipotizzata è quella di lunedì 30 settembre. All’ordine del giorno alcune mozioni rimaste in attesa da prima della pausa estiva e, forse, un dibattito sul ruolo dell’assemblea dopo la provocazione e le polemiche innescate dal capogruppo della lista civica Galimberti, Agostino De Troia, sulla presunta inutilità dei consiglieri in un assetto istituzionale che concentra tutti i poteri nelle mani degli assessori. «Il consiglio comunale può essere protagonista assumendo iniziative politiche e amministrative – è la replica ribadita ieri da Malerba -. Mi auguro che ciò riaccada da subito». I temi su cui esercitare le funzioni di indirizzo e di controllo derivate dal voto popolare sono parecchi e non certo di secondo livello: dall’avvio del cantiere del progetto stazioni alla revisione dell’accordo di programma per il recupero della ex caserma Garibaldi e per il rifacimento di piazza Repubblica, dalle continue segnalazioni di episodi di degrado urbano ai rapporti con il governo dopo il cambio di maggioranza a Palazzo Chigi. E poi ci sono le scelte sul bilancio dopo il via libera al Documento unico di programmazione a metà luglio e alla vigilia di un ritorno dei conti comunali in commissione con l’obiettivo dichiarato di approvare il preventivo 2020 entro dicembre.