Asparagi senza l’Igp

La Prealpina - 31/01/2020

L’asparago di Cantello ha ottenuto l’Igp, ovvero l’Indicazione geografica protetta, nel 2016. Ma, a oggi e, probabilmente, fino al 2022, non potrà usare questo marchio destinato soltanto ai migliori prodotti alimentari dell’Unione europea. Il motivo? A seguito di un controllo, non è arrivato il via libera, perché non si rispettavano alcune norme del disciplinare, vale a dire l’insieme di regole sulla coltivazione, la zona di raccolta, la lavorazione, eccetera. Di conseguenza questo documento è stato modificato e ora bisognerà attendere, nuovamente, l’iter di approvazione. Una storia paradossale, se si pensa a tutta la fatica compiuta per ottenere l’Igp e al potenziale volano che essa può dare. Una premessa, comunque, è d’obbligo e va detta a chiare lettere. L’asparago bianco di Cantello rimane buonissimo con o senza Igp. Semplicemente, rispetto a quanto dettato dal disciplinare, non sono state seguite alcune questioni tecniche. E quindi la qualità del prodotto, come ben sa chi lo ha assaggiato in questi anni, è stra-garantita. Tuttavia, «per ottenere l’Igp – spiega Giannino Brusa, presidente dell’associazione per la produzione dell’asparago di Cantello e per il suo riconoscimento Igp – abbiamo dovuto realizzare un disciplinare con regole da seguire. Evidentemente abbiamo scritto restrizioni troppo severe, che si sono ritorte contro». Un esempio su tutti: nel vecchio disciplinare c’era scritto che i «terreni destinati a questa coltura devono essere franco-sabbiosi». In realtà, non tutti i campi coltivati ad asparago hanno questa caratteristica. L’asparago cresce lo stesso alla grande, ma l’organismo di controllo ha evidenziato questa mancanza, così come altre. Quindi, per rientrare nei parametri, si è deciso di riscrivere alcune parti del disciplinare. E ora si dovranno aspettare tutti i passaggi di autorizzazione per poi utilizzare l’Igp a pieno titolo, grazie anche all’affiancamento dei tecnici dell’ufficio Qualità della direzione generale Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi di Regione Lombardia. «Forse – conclude Brusa – siamo partiti troppo di slancio, non descrivendoci per quello che in realtà siamo. Speriamo che venga sistemata la questione perché, fra tutto, è ormai da dieci anni che siamo in ballo. L’asparago bianco cantellese, sia chiaro, è buonissimo lo stesso, soltanto che, se ti dai delle regole, devi seguirle». E ora che succede? Ci saranno vari passaggi e approvazioni, prima al ministero delle Politiche agricole e poi all’Unione europea. Alla fine, solo i produttori controllati potranno utilizzare la denominazione registrata. I tempi per concludere l’iter non sono certi ma, secondo fonti regionali, si va da un anno e mezzo a due anni. Quindi per due stagioni di raccolta, l’asparago di Cantello rimarrà senza marchio Igp. Sarà un asparago buono, certo. Ma lievemente “spuntato”.

Eccellenza locale fin dall’Ottocento

Grazie a un rilancio avvenuto negli ultimi anni, L’asparago di Cantello è fra i prodotti agricoli varesini, per quanto di nicchia, più noti in Lombardia e nel Canton Ticino: merito soprattutto degli agricoltori cantellesi che vi si dedicano con passione, anche sulla base di nuove tecniche di coltivazione introdotte dall’i ndimenticato Franco Catella. Una parte di merito va senza dubbio poi riconosciuta alla Pro Loco Cantello che, dalla seconda metà degli anni Sessanta, organizza ogni anno la Fiera dell’Asparago: nel 2020 la particolare manifestazione, che alla fine di maggio richiama ogni volta migliaia di persone, taglierà il traguardo della ottantesima edizione. La prima testimonianza della produzione degli asparagi, risale al 1842 dove vari documenti descrivono la «spontanea offerta degli asparagi a favore del Campanile». Nel corso degli anni, poi, i racconti si susseguono, come nel caso di quanto contenuto nell’opera “La patria – Geografica dell’Italia” di Gustavo Strafforello in cui si legge: «Il territorio di Cazzone (l’antico nome di Cantello, ndr) è fertilissimo: dà viti, gelsi, ortaglie, fra cui asparagi in grande quantità, sì da formarne, a stagione propizia, oggetto di commercio per parecchie migliaia di lire». Venendo ai giorni nostri, invece, la cronaca più recente racconta che il Consiglio comunale di Cantello il 3 aprile 2012 ha deliberato con voto unanime la Denominazione comunale di origine (Deco) di questo prodotto locale. Mentre il 15 febbraio 2016, l’Unione europea ha classificato l’asparago di Cantello come prodotto Igp, ossia con identificazione geografica protetta.