Artigiani varesini con il fiato corto

La Prealpina - 18/01/2019

Le imprese artigiane della provincia di varese fanno fatica. Lo dice l’analisi realizzata dall’Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia che ha confermato con i numeri ciò che Davide Galli, presidente di Confartigianato Varese, aveva già sottolineato a fine 2018. all’orizzonte ci sono nubi preoccupanti.

«Non possiamo che parlare di indebolimento complessivo, aggravato dalle incertezze legate all’incredibile esito del voto sulla Brexit e allo shutdown ancora in atto negli Stati Uniti» sottolinea Galli, che inserisce l’andamento tendenziale emerso dall’elaborazione di Confartigianato Lombardia in un quadro internazionale da allerta.

Nel dettaglio, l’indagien dell’ufficio studi coneferma che Milano resta testa di serie ma rallenta. Varese Varese tallona la seconda classificata in Lombardia, Lodi. Mantova cucchiaio di legno.

Certo la provincia di Varese rimane ai piani alti della classifica delle province lombarde con tre indicatori positivi (export prodotti manifatturieri, export realizzati nei settori ad alta concentrazione di Mpi e credito totale) e altrettanti negativi (totale imprese, totale imprese artigiane e totale credito alle piccole imprese). Ma il quadro complessivo non è roseo.

«Innanzitutto, come detto in una recente analisi realizzata in collaborazione con Teh Ambrosetti, persiste la decrescita del numero di imprese, segno che molte, specialmente quelle di piccole e piccolissime dimensioni, risentono ancora oggi delle conseguenze negative della crisi e, al contempo, non possono contare su un facile accesso al credito – è l’interpretazione del presidente Galli – C’è poi da sottolineare che Varese si colloca nel gruppo delle quattro province lombarde (con Bergamo, Brescia e Lecco) che ha impiegato più tempo a recuperare i livelli pre crisi». Meglio di Varese, al solito, ha fatto Milano che, pure, rispetto alla cavalcata degli anni passati, nel confronto tra i primi nove mesi del 2018 e i primi nove mesi del 2017, viaggia con il freno a mano tirato.«Non possiamo dimenticare che Milano, per vicinanza e affinità, è un naturale traino per la nostra provincia, in special modo per l’area più a Sud». Tra le altre province lombarde, Pavia e Monza-Brianza confermano un quadro sovrapponibile a quello della provincia di Varese mentre Como, Sondrio, Brescia, Cremona e Lecco evidenziano una prevalenza di indicatori in regressione.

«Dati che devono spingere ciascun attore territoriale a prestare attenzione all’andamento economico territoriale, per intercettare i segnali negativi e predisporre azioni di rinforzo in tempi brevi».