Artigianato in retromarcia: -16mila Pmi

La Prealpina - 06/03/2017

Gli artigiani nel 2016 calano ancora ma con un ritmo meno sostenuto rispetto al 2015: l’anno scorso secondo i dati diffusi nella giornata di ieri da Unioncamere – si è registrato un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di 15.811 unità (-1,16%) portando il numero complessivo delle imprese artigiane a 1.342.389. Il risultato del 2016 è il meno pesante dal 2011. Varese se la cava abbastanza bene. La contrazione, infatti, è pari allo 0,77 per cento. Le pmi artigiane della provincia superano così quota 21mila, con una sostanziale stabilità.

Certo, la marcia indietro lascia l’amaro in bocca a Giorgio Merletti, presidente nazionale di Confartigianato. «Ho la sensazione che da parte di chi ci governa non sia dia la giusta importanza al mondo delle piccole e medie imprese – dice con un tono un po’ deluso – Noi non siamo un reperto archeologico da conservare. Noi generiamo valore e per questo dobiamo essere considerati nella maniera adeguata. E il nostro valore è dato in primis dalla qualità, non certo dalla quantità». Insomma, la sensazione è che le piccole debbano un po’ cavarsela da sole «mentre per le grandi – continua Merletti – le opportunità mancano. Peccato però che il nostro tessuto economico è fatto soprattutto di piccole».

Unioncamere sottolinea che si riducono soprattutto le imprese più piccole con un saldo di -12.333 tra iscrizioni e cessazioni per le ditte individuali (-1,39%) e di -6.000 per le società di persone (-2,51%). Le società di capitali del settore aumentano invece di 2.477 unità con un avanzamento del 3,28% sul 2015. Nel complesso le nuove iscrizioni nel 2016 sono state 82.995 a fronte di 98.806 cessazioni. «Ricordiamoci bene una cosa – sottolinea ancora Merletti – le nostre aziende non possono crescere per decreto legge. Eppure si continuano ad impiegare soldi in misure che non creano reddito e non aiutano il reale sviluppo economico».