Articoli religiosi, anche Varese “benedetta”

La Prealpina - 09/12/2016

Da ieri, e fino a domenica, oltre 21 milioni di famiglie saranno alle prese con l’albero e gli addobbi di Natale, una tradizione a cui nemmeno quest’anno gli italiani intendono rinunciare. Una curiosità: a detta del Codacons, il 65% dei nuclei familiari opterà quest’anno per l’albero sintetico (contro il 35% che sceglierà il vero), una tendenza in aumento che si consolida nel 2016. Alla base di questa scelta: comodità, varietà di modelli in commercio e possibilità di riutilizzo negli anni. Sul fronte dei costi, si spenderà leggermente meno rispetto allo scorso anno: un albero vero di medie dimensioni costa infatti quest’anno circa 45 euro, in calo del -2,17% rispetto al 2015.

A livello lombardo, per il momento si sa a quanto ammonta la spesa della famiglie di Milano e dei Comuni della Città metropolitana in oggetti religiosi: tra presepe, decorazioni e regali si parla di una spesa di circa 21 milioni di euro.

Più in generale, stando a quel che emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano, si contano oltre 700 i negozi che in Italia, tra sedi e unità locali, sono specializzati nella vendita di articoli religiosi e arredi sacri. Di questi, il 7% si trova in Lombardia, che conta due province tra le prime 20 nel Belpaese per numero di attività: per la precisione, Bergamo al nono posto e Milano al decimo, entrambe con 16 attività. Roma è prima con 96 attività (13,4% italiano, +7%) seguita da Napoli (51 e +4%), Foggia (37), Caserta (32) e Bari (25).

La provincia di Varese? Con “sole” tre imprese rappresenta il 6% del totale regionale. Per la cronaca, la vendita di articoli religiosi è un’attività a forte presenza femminile: il 40% delle attività in Italia (29% in Lombardia) è condotta infatti da una donna contro una media che nel commercio al dettaglio si ferma al 33%. Di contro vi si dedicano pochi giovani, 11% in Italia e 6% in Lombardia, e ancora meno stranieri (5% in Italia).