Arrivano i medici di base

La Prealpina - 06/04/2021

– Una visita oggi all’hub di MalpensaFiere, una prova generale giovedì per avviare le vaccinazioni a domicilio nel week
end. I medici di base dell’area bustese si stanno organizzando per offrire il loro contributo alla campagna di vaccinazioni che cerca di contrastare la diffusione della pandemia.
Chiara Cazzani, una delle coordinatrici del centro territoriale di medicina di base, e un collega, proveranno a raggiungere l’8 aprile alcuni pazienti allettati. «Sabato e domenica ci sarà il primo week end di fuoco – rivela Silvia Colombo, altra coordinatrice della medicina generale – Una ventina di colleghi ha dato la disponibilità,
gli altri partiranno in seguito. Il problema sta nell’organizzarsi in base alle fiale: per i più fragili si utilizza Moderna, da ogni fiala si ricavano dieci dosi. Il vaccino detta i numeri». Le prenotazioni le effettuerà il Comune, come annunciato? «No, l’amministrazione provvede a dotarci di macchine e autisti, la Croce Rossa mette a disposizione gli infermieri. A prenotare per i propri pazienti pensano i medici stessi».

Attenti a chi non si può muovere
Si guarda a chi è allettato, anziani e disabili che non si possono muovere, con la regia dell’Ats Insubria. Ma ci si organizza anche per le vaccinazioni di massa, al centro allestito a MalpensaFiere. «Si sono fatti avanti una trentina di colleghi – rivela Silvia Colombo – Abbiamo vissuto diverse riunioni, ma resta da capire come muoversi concretamente. Da qui la necessità di un sopralluogo in loco, per rendersi conto di persona. Poi molti contribuiranno mettendo a disposizione alcune ore per vaccinare, a partire dal
12 aprile. È un modo per dare una mano, guardando a tutti e non solo ai propri pazienti: al momento non ci sono vaccini che è possibile somministrare in studio. Chi ha aderito lo ha fatto per
accelerare i tempi». Come evolve la pandemia?
«L’incidenza dei tamponi sta diminuendo, abbiamo superato la fase più critica. Certo, rimangono molti positivi e gli ammalati da gestire a casa, nella maggior parte dei casi si riesce a garantire cure a domicilio, anche grazie alle Usca.
Speriamo per questo fine settimana o per il successivo di respirare un pochino».
Oltre al lockdown l’unica arma sono i vaccini.
Alle 10 linee avviate il 31 marzo a MalpensaFiere se ne aggiungeranno altre, fino ad arrivare a
30. Dal 12 aprile atteso chi ha dai 79 ai 75 anni. Sabato si è diffusa la notizia di uno stop forzato.
Nessuna carenza di medici è emersa dalle verifiche compiute dall’Asst Valle Olona. Non riusciamo a capire chi abbia fatto sedere gli anziani all’aperto, mentre all’interno c’erano 50 posti disponibili – chiarisce il direttore socio sanitario
Marino Dell’Acqua – Credo sia stata una decisione presa da qualche volontario, i medici erano tutti ai desk per l’anamnesi. Ne abbiamo anche più del dovuto: ne è richiesto uno ogni 4 file, ne abbiamo 7 per 10 file. Questo garantisce velocità. Nessuno all’interno si è reso conto di quanto accadesse fuori, dove c’erano anziani
fatti sedere all’aperto, cosa imprevista».

«Mai più anziani in attesa all’aperto»
Un briefing ieri mattina ha coinvolto chi opera sul fronte accoglienza: «Hanno disposto le sedie come se ci fosse confusione, a volte capita che arrivino tante persone tutte insieme, ma i flussi sono regolati. Si è atteso non più di mezz’ora. Il responsabile della protezione civile era appena andato via quando è accaduta questa stranezza.
Ribadisco che abbiamo una notevole capacità di accoglienza. Nessuno dei coordinatori ha deciso
di disporre sedie all’esterno. Penso che chi lo ha fatto volesse solo fornire maggiore comfort senza sapere che dentro ci sono posti sufficienti». Quanto ai camici bianchi, Asst ne ha assunti 15 attingendo al bando regionale. Ora si spera nella
piena collaborazione dei medici di base.