Arrivano i fondi, si vola

La Prealpina - 29/07/2021

Dalla Commissione europea è arrivato il via libera: sì agli aiuti pubblici per risarcire gestori aeroportuali e operatori dei servizi di assistenza a terra per i danni subiti dalla pandemia e dalle restrizioni ai viaggi. 800 milioni di euro statali potranno dunque essere erogati sotto forma di sovvenzioni dirette. Un meccanismo di recupero garantirà poi che l’eventuale sostegno pubblico ricevuto in eccesso rispetto al danno effettivamente subito venga restituito allo Stato. Un segnale positivo (pur permanendo alcuni dubbi di cui si dirà più avanti) dopo la delusione che si era manifestata nel mondo aeroportuale la scorsa primavera, quando era stata resa nota la mancata inclusione nel Pnrr dei progetti degli scali italiani legati agli investimenti in sostenibilità e digitalizzazione. «Un’occasione perduta», aveva detto lo scorso giugno alla Prealpina Armando Brunini, amministratore delegato di Sea, il quale si è riservato di commentare il beneplacito dell’Ue ai ristori nei prossimi giorni.

L’iter dei ristori

A dicembre con la manovra finanziaria si era introdotto un fondo da 500 milioni di euro (450 per i gestori, 50 per le società di handling) per ristorare le perdite subite dal sistema aeroportuale tra il 23 febbraio 2020 e il 31 gennaio 2021. La misura, attorno alla quale si era creata un’intesa tra Partito democratico e Lega (all’epoca il primo sosteneva il Governo Conte, la seconda era all’opposizione) era stata rivendicata come un mezzo valido per risollevare pure Malpensa: secondo quanto previsto nella normativa, al singolo gestore può corrispondersi una cifra massima pari al 20% del fondo. E Sea può vedersi riconoscere fino a 90 milioni di euro.
Prima di procedere al riparto la misura andava notificata alla Commissione Ue (come avvenuto) per ottenerne l’approvazione. Nel frattempo, con il Decreto Sostegni bis si sono aggiunti al fondo altri 300 milioni di euro per il 2021 (ciò ha fatto lievitare la quota complessiva a 800 milioni). Restando fermo il massimale del 20%, Sea potrebbe vedersi aggiungere fino a 57 milioni per l’anno corrente. Passato il vaglio dell’Ue, bisognerà attendere i decreti attuativi per il riparto (con cui si saprà la quota effettiva per il gestore) e per la successiva erogazione (è probabile in autunno).

I dubbi

Fin dall’approvazione del fondo erano emerse luci e ombre. Quanto alle seconde, si era sottolineato come le risorse per gli handlers fossero limitate a fronte dei danni subiti. Inoltre, si destinava loro un decimo di quanto previsto per i gestori. Ma pure per questi ultimi i danni sono stati più ingenti. Nel progetto di bilancio approvato a marzo da Sea si registrano 449 milioni di euro in meno (rispetto all’esercizio 2019) come ricavi, 128,6 milioni in meno come risultato del gruppo e un indebitamento finanziario netto da 626,7 milioni (in crescita di 175,8 milioni). D’altro canto, si avranno delle entrate che copriranno almeno una parte delle perdite. L’impegno a favore del settore non è poi terminato, stando alle parole di Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione e responsabile per la concorrenza nell’Ue: «Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati membri per trovare soluzioni praticabili in grado di mitigare l’impatto economico della pandemia».