Aree dismesse nel Varesotto: due milioni e mezzo di metri quadrati

«Il percorso intrapreso da Whirlpool a Comerio rappresenta una “case history” di forte successo, nata da un ottimo dialogo tra le diverse parti coinvolte, uno scambio reciproco di intenti che ha portato a un intervento concreto di rigenerazione urbana in poco meno di due anni basato su di un mix funzionale originale integrato ai bisogni e alla domanda di servizi reali in grado di creare nuove opportunità sociali e nuove dinamiche per il tessuto economico». Così, Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari, l’istituto indipendente di studi e ricerche che, nel corso dell’evento di presentazione del masterplan di riqualificazione dell’ex head quarter Whirlpool, ha condiviso i risultati di uno studio commissionato dal colosso statunitense, intitolato “Rigenerare aree dismesse, rivitalizzare territori”.

«Il tema della rigenerazione urbana è la questione prioritaria delle politiche di sviluppo territoriale degli ultimi anni, non solo nella pratica urbanistica, ma come indirizzo per lo sviluppo sostenibile delle città e dei nostri territori», ha posto l’accento Zirnestein. Considerazioni condivisibili anche alla luce della quantità di aree dismesse presenti in Lombardia e nella provincia di Varese. Dallo studio emerge che «su tutto il territorio regionale ci sono quasi 20 milioni di metri quadrati di aree dismesse, di cui circa 2,5 milioni (12,5%) localizzati nella provincia di Varese».

Aree che «potrebbero rientrare in piani di rigenerazione urbana capaci di contribuire allo sviluppo del contesto territoriale di riferimento e di dare risposta alle nuove esigenze sociali». Nel dettaglio, «sono oltre 492 mila i metri quadri di volumetrie recuperabili in provincia di Varese, di cui più di 360 mila localizzati in zone residenziali/miste e quasi 130 mila in zone industriali/artigianali». L’aspetto interessante, come ha posto l’accento lo studio di Scenari Immobiliari, è che, se rivitalizzati, i 270 siti passibili di riqualificazione, «potrebbero avere un valore potenziale di oltre 380 milioni di euro e generare quasi 390 mila metri quadri di nuove aree verdi, interessando oltre 850 mila metri quadrati di superficie territoriale, di cui 490mila metri da bonificare».