Aree di confine, al via il dibattito

La proposta di legge Aree di confine, ideata da Confartigianato Varese e depositata alla Camera dal deputato Matteo Bianchi (Lega ), è stata ufficialmente assegnata alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati. Un passo in avanti importante per quello che è l’obiettivo dell’associazione: trasformare l’iniziativa in legge entro l’estate e puntare alla copertura economica nella legge di Bilancio.

«Un risultato prezioso quello raggiunto fino ad ora, del quale, però, non possiamo accontentarci: è necessario che la proposta diventi legge e che abbia una copertura economica» commenta il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli, in prima linea dal giugno 2017 per ricercare una soluzione normativa al progressivo impoverimento economico del Luinese. «Siamo a un passaggio strategico perché, se la proposta dovesse diventare legge entro l’estate, avrebbe la possibilità di ottenere una copertura economica nella legge di Bilancio che verrà votata a fine anno: per questo è necessario far sentire ancora una volta la nostra voce».

Una voce che si auspica bipartisan, «perché la desertificazione economica del Luinese è un problema al quale tutti dovrebbero interessarsi». Sono 84 in tutto i firmatari della proposta di legge depositata da Bianchi e, tra questi, figurano due esponenti dell’altro alleato di Governo, il Movimento 5 Stelle: i deputati Nicolò Invidia e Giovanni Currò.

Il progetto di legge è finalizzato ad aumentare il netto in busta a favore dei lavoratori che scelgono di rimanere nelle imprese italiane con sede entri i 20 chilometri dal confine con la Svizzera. La forza attrattiva del Canton Ticino, infatti, fa leva sull’elevato cuneo fiscale italiano che comporta la fuga oltreconfine di molte delle professionalità attive nelle imprese locali.