Arcivescovo Milano: È il gallaratese Delpini il successore di Scola

La Prealpina - 07/07/2017

Pur essendo il periodo in cui ha ridotto gli impegni per la pausa estiva – restando però come sempre in Vaticano, a Santa Marta – papa Francesco sta per completare la terna di importanti nomine per la Chiesa italiana cui era chiamato quest’anno, dopo aver scelto il 24 maggio scorso il nuovo presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, e due giorni dopo, il 26 maggio, il suo nuovo vicario la diocesi di Roma, nella persona di mons. Angelo De Donatis.

Atteso per oggi alle 12.00, infatti, in contemporanea tramite il bollettino della Sala stampa vaticana e presso l’Arcidiocesi ambrosiana, l’annuncio della nomina, che il Pontefice ha già deciso da settimane, del nuovo arcivescovo di Milano, di colui che prenderà il posto del card. Angelo Scola, dimissionario fin dal 7 novembre scorso, quando raggiunse l’età canonica dei 75 anni prevista per il pensionamento dei vescovi.

Su chi sarà a prendere il posto di Scola, da sei anni alla guida della più grande diocesi del mondo per numero di parrocchie – per numero abitanti è quella di San Paolo del Brasile – dopo essere stato per altri nove patriarca di Venezia, da giorni si rincorrono le indiscrezioni che la scelta del Papa sia caduta sull’attuale vicario generale mons. Mario Delpini, 66 anni il prossimo 29 luglio, di Jerago con Orago, da dieci anni vescovo ausiliare a Milano e da cinque numero due della diocesi ambrosiana. Il 21 settembre 2014 il cardinale Scola lo ha nominato vicario episcopale per la formazione permanente del clero: una caratteristica, questa, che accomuna Delpini proprio alla figura di mons. De Donatis, che svolgeva la medesima mansione alla diocesi di Roma, su incarico del suo predecessore card. Agostino Vallini e dello stesso Papa. Nei mesi scorsi, diversi erano stati i nomi circolati per la successione del card. Scola: si era parlato di mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, di mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, di mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, di mons. Francesco Cavina, vescovo di Carpi e persino del card. Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità.

Se le indiscrezioni saranno confermate e salvo clamorose sorprese dell’ultima ora, oggi salirà a capo della diocesi che nell’ultimo secolo ha dato due Papi, Achille Ratti-Pio XI e il beato Giovanni Battista Montini-Paolo VI, oltre ad altri grandi personalità come i cardinali Alfredo Ildefonso Schuster, Carlo Mario Martini, Dionigi Tettamanzi e un altro «mancato Papa» come lo stesso Scola (all’ultimo Conclave fu il rivale più accreditato di Bergoglio), una figura dallo spiccato profilo pastorale, dall’immagine di grande sobrietà, molto amata dai sacerdoti e dai fedeli, tanto da uscire come nome favorito in una consultazione condotta internamente alla diocesi. Il card. Scola, che negli ultimi mesi ha chiesto al Papa che si accelerasse la nomina del suo successore in funzione di un apertura dell’anno pastorale con il nuovo arcivescovo già nel pieno delle funzioni, dovrebbe rimanere in sede fino ai primi di settembre, e il successore insediarsi subito dopo.