Arcisate-Stabio, rubinetti chiusi

La Prealpina - 29/06/2017

«La Regione Lombardia ha cambiato le carte in tavola, modificando il collegamento previsto con la Malpensa. E allora noi non paghiamo più per il tratto della Mendrisio-Varese in territorio italiano». Questa in sintesi la clamorosa decisione presa dal Consiglio di Stato elvetico, che vede di nuovo traballare la ferrovia Arcisate-Stabio: secondo il cronoprogramma più volte ricordato, la prima corsa dell’attesa linea è prevista infatti alla metà del prossimo mese di dicembre.

Ma ecco che cosa è successo, riassunto in una nota firmata sia dal direttore del Dipartimento del territorio svizzero, Claudio Zali, sia da Martino Colombo, capo della sezione Mobilità.

«Abbiamo avuto diversi incontri con la Regione Lombardia per la definizione dettagliata del servizio Mendrisio-Varese, considerando l’avanzamento dei lavori sul lato italiano – si legge nella nota ticinese – Per l’evoluzione del cantiere, i riscontri avuti da parte degli addetti ai lavori, dopo l’incidente di aprile durante la costruzione del viadotto della Bevera, confermano che la consegna dell’infrastruttura avverrà entro il termine previsto di fine ottobre. Era confermata anche la volontà di avviare il servizio a dicembre, come previsto».

E dunque che cosa è successo?

La Regione Lombardia ha deciso di realizzare il collegamento con l’aeroporto tramite la linea Como-Varese invece che attraverso la Lugano-Varese, come era previsto nell’intesa sottoscritta dai due Stati nel 2011.

Una decisione unilaterale da parte italiana, rimarca il governo ticinese. Che naturalmente non ha lasciato indifferenti gli svizzeri, che ricordano come la gestione della linea Mendrisio-Varese, come è chiamata oltralpe l’Arcisate-Stabio, e lo sviluppo del servizio ferroviario nella regione insubrica dovesse essere coordinata.

Precisa la nota da parte elvetica: «La Lombardia, in modo inatteso, ha comunicato la volontà di realizzare il collegamento con Malpensa tramite la linea S40, cioè la Como-Varese, anzichè la S50, cioè la Lugano-Varese. Inoltre intende avviare il servizio verso Malpensa a giugno 2018 invece che dal cambiamento di orario del dicembre 2017 per ragioni finanziarie, con un’offerta solo ogni due ore (e non con una frequenza di 30 minuti, come era stato previsto, ndr). Infine nei festivi e la sera circolerà la linea S40 e sarà sospesa la S50, al contrario di quanto ipotizzato».

Il Consiglio di Stato, “rammaricato” per la “decisione unilaterale”, «ha comunicato quindi alla Regione che il previsto finanziamento cantonale del 50 per cento dei costi delle prestazioni tra Varese e Malpensa (circa due milioni di franchi all’anno), non ha più ragione d’essere».

Di tutt’altro avviso l’assessore alle Infrastrutture regionale, Alessandro Sorte, che solo verso le 20 ha rotto il silenzio di Palazzo Lombardia. «Le dichiarazioni del Consiglio di Stato non rispondono al vero, le modifiche al servizio ferroviario tra Varese e Malpensa, rispetto all’accordo del 2011, sono state infatti discusse e concordate in diversi incontri tecnici tra gennaio e giugno tra il Cantone e la Regione, nei quali è evidenziata l’opportunità di rendere più appetibili i collegamenti con Malpensa, distanziando le corse in maniera più efficiente». Non solo. Sorte ha garantito che si copriranno i costi del trasporto internazionale «intervenendo con fondi regionali».

Miglio: «Già penalizzati, senza il treno tagliati fuori»

 

«Mi preoccupa la notizia riportata dai media ticinesi del ritiro di un finanziamento di 2 milioni di franchi per il trasporto passeggeri, perché mi chiedo se questo avrà poi conseguenze su tratte meno redditizie, ma soprattutto perché a Luino vorremmo delle garanzie rispetto alla possibilità di collegamento con il nostro aeroporto di riferimento. L’incertezza non è una buona premessa per chi dovrebbe investire in strutture ricettive per esempio». Risponde così Alessandra Miglio(nella foto), assessore al Territorio di Luino, alla notizia del ritiro del mega-finanziamento ticinese sull’Arcisate-Stabio. Chiaramente se davvero la mossa avvenuta ieri oltreconfine non dovesse portare a dei cambiamenti, quei 2 milioni andrebbero coperti in altro modo, mettendo a rischio pure le tratte sul Lago Maggiore: «Nonostante la linea abbia veramente avuto gravi problemi di ritardi – aggiunge Miglio – io stessa ho constatato quante persone scelgono il treno, magari facendo attenzione a servirsi del Tilo dotato di carrozze impeccabili. Il sindaco Andrea Pellicini sta contattando le autorità ticinesi del Gambarogno e di Bellinzona per fare squadra su questo argomento, inoltre abbiamo chiesto un incontro con l’assessorato Infrastrutture e Trasporti della Regione, proprio per avere chiarimenti sull’orario ferroviario che sarà in vigore nel 2018. Per noi l’accessibilità a Malpensa, Milano e la Svizzera, è una necessità inderogabile sia per i turisti sia per i nostri cittadini.

Il treno è importante per i territori, e la richiesta di Como che vuole raggiungere l’aeroporto lo conferma, mentre noi paghiamo già un caro prezzo alla ferrovia con il passaggio delle merci che non ci porta vantaggi economici diretti». Infine: «Rendere difficoltosa la mobilità verso il nostro territorio, già massacrata da strade che costringono a estenuanti rallentamenti, significa relegarlo a una periferia nazionale, ignorando completamente il potenziale che chiunque lo visiti riconosce».