Arbitrati meno cari e più veloci

La Prealpina - 01/07/2020

Chiamateli, se volete, danni collaterali da coronavirus. A leggere le stime fornite dalla Camera arbitrale di Milano, società interamente partecipata dalla Camera di commercio della metropoli lombarda alla quale si appoggia, tra le altre, anche la Camera di Commercio di Varese per la gestione della mediazione e degli arbitrati, l’onda lunga della crisi post-Covid-19 sta lasciando «strascichi a livello economico e conseguenze sul piano giuridico» e «ha alterato gli equilibri tra le parti di un contratto, creato difficoltà e rallentamento nei pagamenti e ha modificato i bisogni e le posizioni dei contraenti». In altre parole, «ha determinato un aumento di liti e controversie di circa il 25%». Poiché in Italia servono 1.200 giorni per chiudere una causa civile in Cassazione, più di 800 per il secondo grado e oltre 500 in primo grado (tra i grandi Paesi dell’UE, in Spagna, che pure è uno dei peggiori, per chiudere una causa civile in terzo grado occorrono circa 600 giorni, la metà rispetto all’Italia; in Germania poco più di 200, in Francia poco più di 400), c’è sempre più bisogno di servizi di giustizia che possa essere alternativa e complementare alla giustizia ordinarie. Sembra perciò cadere a fagiolo l’iniziativa della Camera arbitrale della metropoli lombarda che ha lanciato un pacchetto di iniziative straordinarie – in materia di arbitrato, arbitraggio e mediazione civile e commerciale – «per aiutare le imprese e i consumatori italiani e stranieri coinvolti in una controversia nata dagli effetti negativi del Covid-19». Le misure in vigore dal primo luglio prevedono riduzioni alle spese di avvio dei procedimenti di mediazione; accesso agevolato ai servizi; e un nuovo procedimento arbitrale semplificato, che dimezza i tempi e riduce i costi rispetto al procedimento ordinario. Una vera e propria ancora di salvezza a uso e consumo di chi oggi è in difficoltà maggiore rispetto al passato.

Nel dettaglio, la procedura semplificata da oggi al via prevede che la decisione sia affidata all’arbitro unico (anziché a un collegio di tre arbitri), i tempi siano dimezzati rispetto all’arbitrato ordinario (tre mesi per il deposito del lodo, anziché i sei mesi ordinari), il numero di memorie sia ridotto e si definisca nell’arco di un’unica udienza. Se nel procedimento ordinario i tempi per giungere a un lodo sono in media 10-12 mesi, con il nuovo strumento i tempi dovrebbero ridursi a circa metà anno. Così facendo sembrerebbe possibile ridurre in media del 30% sia gli onorari della Camera arbitrale sia gli onorari dell’arbitro unico.