Arabi e cinesi amano il Verbano Il turismo a Luino diventa trendy

Vacanze pasquali all’insegna del pienone per Luino, che fa segnare presenze da record, anche tra i turisti stranieri; non solo il classico turismo “mordi e fuggi” nel lungo ponte pasquale, ma anche quello legato alle seconde case ha contraddistinto la prima vacanza primaverile in questo angolo del lago Maggiore. «L’azione importante orchestrata dalla Regione con il Comune di Luino, la Camera di Commercio di Varese e altre associazioni locali, sta risultando efficace per richiamare sul nostro territorio non solo il turista “mordi e fuggi” – afferma il vicesindaco Alessandro Casali – oltre ai pernottamenti negli alberghi e nei bed and breakfast, si sta rilevando sempre attivo anche il turista che possiede una seconda a casa a Luino, sia quello milanese che quello tedesco». Tedeschi e milanesi Germania e Svizzera continuano a essere i Paesi stranieri di riferimento per il turismo luiIl lago piace sempre di più ai turisti. E Luino sorride nese, ma anche i cittadini delle varie province lombarde, su tutte certamente Milano, dimostrano di apprezzare moltissimo il soggiorno sul lago Maggiore e in particolare nella città di Piero Chiara. Oltre che da Milano, molti visitatori che sono venuti a Luino per le vacanze pasquali provenivano anche da Lecco, Sondrio o da località tedesche come Stoccarda, Dusseldorf e Costanza, senza dimenticare la Svizzera tedesca. In aumento anche le presenze di turisti provenienti anche da altri Paesi europei come Francia, Spagna, Svezia e Norvegia. Presto nuove iniziative «Sono soddisfatta dell’affluenza pasquale e anche come commerciante confermo il ritorno della mia abituale clientela straniera – sottolinea Laura Frulli, presidente della commissione Territorio e consigliera delegata al Turismo – questi primi dati ci permettono di pianificare azioni per i mesi a venire e confermano anche la nostra attenzione al mercato tedesco e svizzero». Oltre all’attrattività naturale rappresentata ad esempio dal lungolago, nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta, la città ha proposto anche manifestazioni culturali e popolari come la mostra “Luino d’antan” inaugurata sabato all’ex bar Non solo svizzeri e tedeschi, la città ora piace a tutti. E non è più soltanto “mordi e fuggi”: merito delle seconde case Imbarcadero o ai giochi di una volta organizzati dalla Pro Loco in piazza Chirola. Un’offerta pensata per le esigenze di tutta la famiglia, dai più piccoli fino a genitori e nonni. Il traino arriva dal Ticino Oltre alla presenze consolidate di tedeschi, svizzeri e milanesi, in questo lungo weekend sul lago Maggiore sono spuntati anche visitatori provenienti dalla Cina e dagli Emirati Arabi Uniti. Luino in questo caso, sfrutta il traino della strategia di marketing adottata dall’agenzia turistica ticinese che, oltre a investire gran parte del proprio budget sui mercati tradizionali, dedica anche un’attenzione particolare a quelli emergenti, con azioni mirate nelle fiere di settore di quei Paesi.  LUINO Il tema del lavoro deve essere in cima all’agenda dell’amministrazione comunale. A lanciare l’appello è il consigliere provinciale e comunale di Luino Giuseppe Taldone, capogruppo di minoranza della lista “La grande Luino”. «Oggi per risolvere i problemi del lavoro non possiamo più contare solo sulla buona volontà di alcuni, che spesso si muovono in totale autonomia, ma serve un vero gioco di squadra che veda le istituzioni protagoniste di un percorso concreto di rilancio territoriale» riflette Taldone, che attribuisce all’amministrazione comunale un ruolo importante anche in questo campo. «Le singole iniziative, l’evento culturale, gli annunci massmediatici possono scaldare gli animi ma da soli non risolvono i problemi – continua il capogruppo – pianificare con cura il nostro futuro, con concrete prospettive di crescita e di benessere, deve essere il principale obiettivo della macchina amministrativa». Il tema del lavoro deve essere una priorità comunale, che deve diventare un argomento centrale da affrontare in modo attivo e non passivo. «La politica ha una grossa responsabilità – afferma Taldone – Dobbiamo compiere uno sforzo, per passare dall’ordinarietà alla straordinarietà e quindi dalla consuetudine alle strategie di sviluppo». E’ quello che, secondo il consigliere luinese, si aspettano i cittadini. «Ricordiamo gli operatori dei servizi sociali, la Caritas, la Croce Rossa, le associazioni di volontariato e tanti privati – sottolinea Taldone – senza il loro aiuto, la carenza di lavoro assumerebbe i toni di una vera calamità».  M. Fon. LUINO Taldone «Il lavoro sia al centro delle politiche comunali» di Pino Vaccaro ANGERA «Abbiamo superato le 500 firme e abbiamo deciso, considerando l’importanza del progetto, e la rilevanza del bacino di persone interessato, di estendere la sottoscrizione anche ad altri Comuni del territorio». Prosegue l’impegno della comunità di Angera e dintorni per difendere il punto nascite dell’ospedale: parola del vicesindaco di Angera, Marco Brovelli. L’iniziativa di sensibilizzazione tra i cittadini prosegue: «Stiamo parlando di un servizio importante – sottolinea il vicesindaco – e stiamo proseguendo anche perché abbiamo ricevuto una risposta straordinaria dal territorio. Tutti hanno capito che si tratta di un fatto molto importante e che di certo non si può sottovalutare. A questo punto – ha aggiunto – abbiamo deciso di raccogliere le firme per difendere il punto nascite anche nei comuni di Taino e probabilmente anche a Cadrezzate. Ripeto: non ci aspettavamo una risposta del genere e tutto questo interesse ci sprona ad andare avanti ancora con maggiore entusiasmo». La questione è nota: il punto nascite dell’ospedale di Angera, come altri piccoli presidi nei quali si registrano meno di 500 parti in un anno, sono a rischio chiusura. Si tratterebbe di un importante depotenziamento della struttura sanitaria. Ecco perché nelle ultime settimane il sindaco di Angera, Alessandro Paladini Molgora, ha anche scritto una lettera al Presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, chiedendo un intervento decisivo per favorire una deroga al provvedimento di chiusura del punto nascite. Nei giorni scorsi, Maroni ha anche risposto al primo cittadino, illustrando la situazione complessiva. «Il 29 febbraio scorso – aveva scritto Maroni – abbiamo deciso di chiedere al Governo la deroga per mantenerne aperti 8, fra i quali quello di Angera. Nell’interesse dei pazienti, riteniamo fondamentale salvare questi importanti presidi di prossimità sul territorio. Aspettiamo ora fiduciosi una risposta affermativa da Roma. Invito quindi il sindaco di Angera a sostenere insieme a noi questa richiesta presso il ministero della Salute». Il sindaco, Il Comune di Angera, e il territorio si stanno dando un gran da fare per tenere in piedi un servizio fondamentale per la salute dei cittadini. E’ utile ricordare ad esempio che all’inizio del mese di marzo una donna partorì nel parcheggio dell’ospedale di Angera. Se non ci fosse stato il punto nascite le conseguenze potevano essere ben più complicate. Il servizio, invece, si è rivelato efficace: motivo per cui il territorio lo sta tutelando.  L’ospedale di Angera. Il punto nascite rischia di chiudere ANGERA La petizione per salvare il servizio in ospedale fa boom. Il vicesi