Appello alle “imprese compassionevoli”

La Prealpina - 18/01/2017

Un’esperienza traumatica ha sempre bisogno di essere elaborata, il cervello umano non è predisposto per superarla completamente da solo e spesso l’evento si radica nella testa di un individuo come un virus nel computer con conseguenze negative sulla qualità di vita di chi l’ha subito, dei familiari e dell’ambiente circostante. Contestualmente, il bacino di utenza delle persone in difficoltà si è allargato in questi ultimi anni, complice il collasso economico che dal 2008 sta mettendo in ginocchio individui e famiglie in egual misura, tutti soggetti per i quali, nel tempo, è diminuita la possibilità di avere dei punti di riferimento adeguati, soprattutto coi tagli sanitari alle strutture pubbliche.

Potrebbe essere un panorama sconfortante, ma c’è chi propone un nuovo modello di welfare, in cui ogni persona di buona volontà può rendersi protagonista di una piccola rivoluzione culturale che vada verso un modello di società empatico, in cui «se chi mi sta accanto sta bene, a mia volta posso stare meglio anche io».

Questo cambiamento di ottica parte da via Limido presso l’Associazione Centro di Studio e di Psicoterapia della Persona, che ieri mattina, oltre ad un ricco programma di corsi aperti a chiunque con l’obiettivo di creare una cultura psicologica, ha presentato “l’azienda compassionevole”: «Stiamo cercando nel territorio – ha spiegato la psicologa Marta Zighetti – imprese che siano disposte a creare benessere verso persone che ne abbiano bisogno, sostenendo economicamente i trattamenti psicologici di cui esse necessitano. Noi abbiamo già avuto un gettone da un’azienda varesina che ci ha permesso di prendere in carico dal punto di vista terapeutico una famiglia che diversamente non se lo sarebbe potuto permettere. È una ridistribuzione economica che molte imprese potrebbero concedere, ovviamente non dovrebbe essere pensata per i dipendenti ma per gli esterni, altrimenti la forbice sociale tra chi è già inserito in un contesto lavorativo e chi non lo è diventerà sempre più ampia. La nostra prestazione professionale avrà un prezzo calmierato e allo stesso tempo le persone su cui si agirà, dal bambino alla coppia al singolo alla famiglia, dovranno metterci un pezzetto per rendere efficace il loro impegno. Gli interventi psicologici devono essere considerati alla stregua di tutte le altre terapie mediche che normalmente vengono ritenute necessarie e inevitabili, fior di studi ne dimostrano l’indispensabilità».