Aperture festive varesini soddisfatti

La proposta di legge targata Lega-Cinque Stelle sulle nuove regole per le aperture domenicali dei negozi piace agli esercenti varesini, in particolare ai titolari di punti vendita di abbigliamento. È’ quanto emerso l’altra sera, in occasione della riunione del consiglio provinciale di Federmoda, presieduta dal presidente di Confcommercio Varese, Giorgio Angelucci.

«Devo dire che la proposta messa nero su bianco dal governo ha riscosso approvazione tra i nostri soci – spiega Angelucci – Ciò che a nostro parere è interessante è l’autonomia decisionale lasciata agli imprenditori titolari di negozi di piccole e medie dimensioni. Di fatto le nuove regole ci lascerebbero liberi di scegliere se tenere aperte o chiuse le nostre attività nei giorni festivi». E non si pensi che si preferisca la chiusura all’apertura. Anzi. In molti casi è vero il contrario. «Certo molti colleghi hanno confermato la volontà di restare aperti – spiega Angelucci -Va detto però che questa autonomia positiva si lega ad un altro elemento che andrà tenuto in considerazione: l’attrattività dei centri storici, che soffrono ancora, e molto, della concorrenza della grande distribuzione».

Insomma, si può restare aperti la domenica – ma non tutte le domeniche – a patto che le vie del centro non siano un deserto. Servono eventi, appuntamenti culturali, iniziative che rendano vivo il salotto delle città e attraggano persone e potenziali clienti.

Il punto sta qui, insomma, non tanto nel numero di domeniche in cui la saracinesca deve rimanere in alto. «Sappiamo che il numero potrà anche essere modificato – spiega Angelucci – ma quello che conta è il fatto che si introducono delle regole che arginano una liberalizzazione che era diventata selvaggia». Certo, una volta approvata la legge, fondamentale sarà il passaggio in Regione per la parte attuativa. «E’ lì che si entrerà nel vivo della discussione – spiega il presidente di Confcommercio Varese – ed è in quella occasione che bisognerà arrivare, ad esempio, ad un calendario condiviso. È un punto fondamentale, perchè sarebbe importante che aperture e chiusure fossero uguali per tutti». Arrivare a una proposta condivisa che metta insieme le esigenze dei piccoli imprenditori, della grande distribuzione, delle catene di franchising e del Codacons non è certamente semplice. «Ma noi vogliamo arrivare preparati – anticipa Angelucci – ed è per questo che a livello regionale ci metteremo tutti intorno a un tavolo già dai prossimi giorni, in attesa delle decisioni romane».

I cardini della proposta di legge

Ecco i punti salienti della proposta di legge sulle aperture domenicali dei negozi

Le domeniche La maggioranza gialloverde punta a «rimediare al danno» concedendo di base aperture per la metà delle domeniche, 26 su 52, e deroghe per altri giorni di serrande alzate nelle festività nazionali, 4 su 12 (laiche e religiose). In tutto quindi si arriva fino a 30 aperture extra.

Aperture standard Quali saranno le date delle aperture standard lo sceglieranno le Regioni, sentendo le associazioni di categoria e i sindacati: allo stesso modo, Regione per Regione, si decideranno le festività in cui gli esercizi potranno lavorare.

Zone turistiche La sintesi finale prevede attenzione particolare anche alle zone turistiche, prevedendo che si possano concentrare le aperture in alta stagione. Al mare le 26 domeniche saranno quindi concentrate nei mesi estivi, da aprile a settembre, mentre in montagna si divideranno tra la stagione sciistica (dicembre-marzo) e quella del trekking e delle passeggiate (luglio e agosto).

Deroghe I centri storici, a partire da quelli delle grandi città, sono esenti da questi vincoli e le attività commerciali potranno rimanere aperte tutte le domeniche, eccezione fatta per le festività. Lo stesso vale per i negozi di vicinato fuori dal centro storico. Nei comuni fino a 10.000 abitanti saranno aperti i negozi fino a 150 metri quadri. Nei comuni con più di 10.000 abitanti saranno aperti i negozi fino a 250 metri quadri. Come in precedenza, saranno sempre aperte le rivendite di generi di monopolio, quelli in alberghi, campeggi e villaggi. Sempre aperti anche quelli lungo le autostrade, in stazioni, porti e aeroporti. Apertura libera anche per giornalai, gastronomie e rosticcerie, pasticcerie e gelaterie, fiorai, librerie, negozi di mobili, di dischi, antiquari, e chi vende ricordini e artigianato locale. Sempre aperti anche i cinema, e i negozi di parchi divertimento, stadi e centri sportivi.