Antonelli furioso con Galimberti

La Prealpina - 29/05/2017

Varese pigliatutto, Busto Arsizio non ci sta. E si ribella. Dal sindaco Emanuele Antonelli arrivano parole di fuoco contro il capoluogo e il suo collega Davide Galimberti, primo cittadino a Palazzo Estense che si è tenuto per intero i 9 milioni di euro stanziati dalla Regione attraverso il Patto per la Lombardia. Soldi che, quanto meno sulla carta, dovevano essere distribuiti anche ad altri Comuni, tra i quali Busto; soldi che invece finiranno tutti per la realizzazione del nuovo teatro di Varese.

«Non posso accettarlo», tuona Antonelli. «Quando ho letto la decisione di Galimberti sono saltato sulla sedia. Per giunta l’ho appresa dal giornale, senza che nessuno me la comunicasse per le normali vie istituzionali. Non mi sembra il modo corretto per approcciare rapporti di buon vicinato».

Sembra di tornare indietro nel tempo, quando il dualismo tra le due principali città della provincia teneva banco persino nelle relazioni ufficiali. Guerre di campanile che invece di scemare riesplodono in tutta la loro gravità. La matrice è anche politica, senza dubbio. Incomprensioni destinate a inasprire un dialogo che, in verità, non si è quasi mai rivelato sereno nemmeno in epoche in cui gli esecutivi erano dello stesso segno.

Riecco Antonelli: «All’interno del Patto, Varese era città capofila. Doveva fungere da collettore delle diverse proposte da inserire appunto nel Patto per la Lombardia. Ci siamo attivati per tempo, inviando, come tanti altri sindaci, le richieste a Galimberti. Toccava a lui riceverle, valutarle, indirizzarle. Invece, silenzio. Nessuna convocazione, né comunicazioni. Fino all’altro giorno, quando sulla Prealpina è stata pubblicata la notizia che Varese si è tenuta tutti i soldi per pagare il teatro. Si tratta di un comportamento che mi esaspera e mi induce a contromosse precise».

Quali? «Coinvolgere i Comuni esclusi dalla redistribuzione dei finanziamenti e appellarsi alla Regione e al presidente Roberto Maroni affinché si riapra il tavolo della trattativa. Per una questione di equità, per riportare un minimo di correttezza e affermare la sostanza del Patto, che non può riguardare una sola città. Sono molto arrabbiato, al punto che stavolta sarà proprio Busto ad autonominarsi capofila per recuperare la situazione. Mi lasci infine dire che sono stufo di questo Pd, che porta via alla mia città un sacco di tasse, per convogliarle a Roma. E per di più si comporta in modo esecrabile anche qui da noi».

Per onore di verità, la decisione di Galimberti di incamerare tutti i 9 milioni ha creato imbarazzo proprio nel Partito democratico locale, tra la Provincia e Palazzo Estense, determinando un ulteriore inasprimento di rapporti già complicati e tesi. Scenario ancora più serio dato che i due enti sono guidati da esponenti politici con la stessa casacca. «È un problema loro», incalza il primo cittadino bustocco, a capo di una coalizione di centrodestra «Per quanto mi riguarda ho già presentato ricorso per un indebito prelievo di tasse effettuato due anni fa dal Governo Renzi a danno del nostro Comune. Se non bastasse procederò con un decreto ingiuntivo per riottenere il maltolto. Detto questo, non pensino che intenda sorvolare sul Patto per la Lombardia: il nostro progetto, regolarmente protocollato nelle sedi opportune, prevedeva la realizzazione della ciclabile da Gallarate fino a Castellanza. Un’ipotesi a margine dell’ospedale unico. Mi si dica cosa bisogna fare per avere riscontri positivi. Devo forse iscrivermi al Pd?»