Antonelli è a metà viaggio Promosso. Ma con riserva

La Prealpina - 06/12/2018

È questo il giorno del giro di boa. Incoronato sindaco all’alba del 6 giugno 2016, oggi Emanuele Antonelli celebra due anni e mezzo di mandato. Trenta dei sessanta mesi a disposizione per lasciare il segno su Busto Arsizio sono alle spalle, fra risultati raggiunti, altri abbozzati e da sviluppare, qualcuno invece dismesso durante un periodo di amministrazione pratica della cosa pubblica che l’ha obbligato al realismo e alla scelta delle priorità nell’utilizzo delle (sempre meno) risorse in cassa.

Nel pagellone di metà viaggio, redatto dai capigruppo delle forze politiche che stanno accanto o contro il primo cittadino, i voti sono più che lusinghieri: Antonelli riceve giudizi oltre la sufficienza non solo da Lega e Forza Italia (cosa scontata) ma anche da quei monogruppi che solitamente lo pungolano. Persino Busto al Centro gli consegna un 6, seppur con tante spine. Così, incassate le prevedibili bocciature al suo operato da Pd e 5 Stelle, solo Busto Grande si smarca (ancora) e bolla con un “5” la prima metà del tragitto, riassumendo le criticità rilevate da molti. Perché al commercialista bustese e alla sua giunta vengono in generale riconosciuti pragmatismo e operatività, ma per uno come lui che due anni e mezzo fa si è cucito addosso un nuovo vestito civico, pesa la crescente influenza delle segreterie di partito su tante decisioni strategiche. Lo fa capire anche la forzista Donatella Fraschini, che nel partito rappresenta ormai un elemento in dissenso con i vertici del direttivo, quando ventila l’esigenza di un rimpasto. Attenzione anche al Carroccio, per ora silente ma in attesa di fare il pieno di voti alle Europee per tornare a batter cassa. Certo c’è il fatto che da qualche settimana Antonelli è anche il presidente della Provincia, un incarico che è da un lato un problema pratico per il sovraccarico d’impegni, ma dall’altro è anche una blindatura politica che lo potrebbe rendere sempre più autonomo, visto che far cadere il sindaco significherebbe far cadere anche il presidente. E di questo nessuno si prenderà mai la responsabilità.

In questa pagina di giudizi e voti manca solo la voce dello stesso Antonelli. Da qualche settimana ha infatti deciso di rifiutare ogni intervista o commento, centellinando le dichiarazioni solo tramite i canali istituzionali. Il suo mantra è: «Non mi interessano le parole e le polemiche, ma i fatti». Davanti ha altri due anni e mezzo zeppi di problemi da affrontare. Lì potrà dimostrare che ha ragione lui.