Il Museo Archeologico si arricchirà di tre reperti archeologici della Collezione Pigorini, donata al Comune di Angera da un privato. Reperti che saranno riprodotti con una stampante 3D, grazie al corso svoltosi nei giorni scorsi e dedicato alla scansione dei reperti archeologici conservati nella struttura culturale angerese coordinata dal curatore dottoressa Cristina Miedico. Reperti che quindi potranno essere toccati dai visitatori.
L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione di promozione sociale Anemos in collaborazione con Regione Lombardia, Comune di Angera e i Musei Archeologico e Diffuso della città. Durante i tre giorni del corso, i partecipanti (fotografi, scenografi, appassionati di archeologia) hanno seguito lezioni ed esercitazioni sulle nuove tecnologie per i beni culturali con l’obiettivo di potenziare strumenti per la documentazione digitale 3D. Tutor del corso era l’archeologo Daniele Bursich, esperto in nuove tecnologie applicate alla diffusione dei beni culturali. Il docente, specializzato in Province Romane, ha formato nuove figure professionali (una quindicina gli iscritti, provenienti da tutta Italia), che, con il conseguimento dell’apposito attestato di partecipazione, sono adesso in grado di poter lavorare in questo mondo, affiancati da archeologi e restauratori. Il corso ha visto Bursich insegnare una nuova metodologia di lavoro. Grazie infatti alle tecniche di rilievo 3D, come la foto-modellazione, diversi reperti custoditi al Museo della Collezione Pigorini sono stati scansionati; tre di essi saranno adesso riprodotti. Il sindaco di Angera, Alessandro Paladini Molgora, è soddisfatto dell’ennesima proposta del Museo Archeologico angerese: «Questo corso realizzato con la collaborazione della curatrice del Museo – spiega il primo cittadino – fa parte del progetto “Angera comunità digitale” che toccherà diversi ambiti e interesserà più soggetti sul tema dell’istruzione e dell’alfabetizzazione digitale. In particolare il corso di scansione 3D tenuto presso il nostro Museo ha permesso di imparare la tecnica digitalizzando i nostri reperti per un loro futuro utilizzo con i mezzi multimediali e su internet, ma anche per poter riprodurre con stampanti 3D alcuni pezzi di valore. Questo ci consentirà anche di riprodurre reperti di 15.000 anni di storia angerese dispersi in altri musei. Fa piacere che al corso abbiano partecipato esperti del settore provenienti anche da fuori regione per una proposta di formazione di alto livello».
Da settembre 2018 a marzo 2019, Anemos ha svolto corsi di scansione 3D in collaborazione con il Civico Museo Archeologico e il Comune di Milano. Il corso ha permesso di effettuare scansioni 3D sia nel “lapidarium” all’interno del chiostrino seicentesco all’ingresso del Museo, sia sui numerosi reperti di varie provenienze e periodi. Ad aprile e maggio i corsi hanno interessato il Museo di Archeologia dell’Università di Pavia.
