Andy Warhol al Maga «Il sogno gallaratese»

La Prealpina - 22/01/2023

In una Sala degli Arazzi stracolma di visitatori (oltre 600 i presenti), ha inaugurato ieri sera Andy Warhol. Serial Identity, mostra dedicata al celebre artista che ha legato le sue fortune al movimento della Pop Art. Il Maga la ospiterà fino al prossimo 18 giugno (da luglio il trasferimento a San Marino). Un’iniziativa che il museo gallaratese ha coprodotto con Spirale di Idee, con la collaborazione del Comune di Gallarate e il patrocinio della Regione Lombardia, e il sostegno, altresì, di realtà come Ricola, Sea (rappresentata ieri da Maurizio Baruffi, responsabile dei progetti artistici) e Missoni (rappresentata da Luca Missoni, presidente degli Amici del Maga).

Oltre 200 le opere ospitate, provenienti da istituzioni come il The Andy Warhol Museum di Pittsburgh e l’Archivio del regista Ronald Nameth. Tra queste i Flowers, le Campbell’s Soup e i celebri ritratti di Marilyn Monroe e Mao Tse Tung. La missione sarà quella di far toccare al pubblico l’artista statunitense con uno sguardo ampio, aperto e legato alle forme espressive a lui contemporanee. «Si tratta di un lavoro per cui siamo partiti prima del lockdown. Speravamo di realizzarla per il 2020, poi abbiamo frenato», ricorda la direttrice del museo Emma Zanella, che spiega: «La mostra è un grande percorso che vuole affondare nei momenti più importanti della vita di Warhol, dagli inizi di carriera come grafico pubblicitario, negli anni Cinquanta a New York, fino all’ideazione delle grandi icone che conosciamo. Abbiamo voluto affondare nella ricerca e nella produzione di Warhol con l’ambizione di far conoscere la pluralità delle sue espressioni visive». A curare la mostra Maurizio Vanni, alla sua prima collaborazione col Maga, che rilancia: «Sarà un percorso narrativo unico, non ho mai fatto nulla prima nella mia carriera, e ho giù curato quindici mostre su Warhol». Racconta: «Nella New York degli anni Cinquanta tutti dovevano essere o ricchi o belli o famosi, lui disse: “Un giorno diventerò ricco e famoso, bello forse no”. Si parte da lì, dalla genesi di tutto». Una genesi che affonda in uno dei concetti più noti della cultura statunitense, quello del sogno americano. Dice ancora Vanni: «Warhol adorava la New York di allora ma si chiedeva come fosse possibile che si infrangesse il sogno americano con i mass media che parlavano sempre di disastri, si domandava come fosse possibile trasmettere in diretta le esecuzioni capitali. Lanciò un messaggio: la vera missione del sogno americano è portare tutti gli americani alla felicità». Un po’ quello che anche Gallarate vorrebbe fare con questa magica retrospettiva.

A partecipare all’evento inaugurale, introdotto dal presidente facente funzioni del Maga Angelo Crespi, pure diversi ospiti istituzionali. In primis il governatore Attilio Fontana, reduce da una trasferta mantovana: «Da una bella Mantova a un bellissimo Maga. Si deve sottolineare la capacità e la determinazione con cui il museo e la Fondazione che gli si affianca riescono a metterlo al centro dell’interesse nazionale oltre che regionale». Per l’amministrazione comunale, commenta il sindaco Andrea Cassani: «Questa mostra rimarrà nella storia del museo. L’abbiamo voluta fortemente, permetterà di far parlare di Gallarate in tutta Italia». Gli fa eco l’assessore alla cultura Claudia Mazzetti: «Un lavoro che va avanti da due anni e di cui dobbiamo essere orgogliosi. La mostra racchiude lo spirito di questo luogo. Warhol parlava di editoria, cinema, arte, noi con l’Hic (Hub Istituti Culturali) abbiamo voluto unirle».