Andate a volare a nord est

La Prealpina - 29/05/2017

In principio fu l’amministrazione di Somma Lombardo a portare in consiglio comunale, lo scorso dicembre, una mozione per chiedere ufficialmente una modifica dell’attuale scenario sperimentale delle rotte di decollo.

Uno scenario, risalente a febbraio 2015, che il sindaco sommese Stefano Bellaria si è rifiutato di ratificare, bloccando di fatto l’iter necessario affinché diventi quello definitivo dopo sedici anni di infinite discussioni. Ora in coda si aggiunge Golasecca, secondo Comune a nord-ovest delle piste di decollo, per chiedere dei correttivi affinché venga ripristinato un equilibrio nella ripartizione del disagio. Perché oggi – secondo l’amministrazione Ventimiglia – l’equilibrio non c’è, a vantaggio dei Comuni di nordest (Casorate Sempione, Arsago Seprio, Cardano al Campo e Gallarate).

Sono sette le proposte che arrivano dal consiglio comunale di Golasecca, inserite in un documento unitario preparato e votato insieme sia dalla maggioranza di Aria Nuova sia dalla minoranza di Tradizioni e futuro.

Il primo posto in elenco è occupato da una equa suddivisione degli aeromobili pesanti in decollo sulla pista 35L, a cui segue subito dopo la parificazione dell’orario di utilizzo fra le due piste (35L e 35R). Il sindaco Claudio Ventimiglia, l’ex oggi in opposizione Madì Reggio e tutti i rappresentanti della popolazione golasecchese chiedono inoltre che tutti i decolli, per qualsiasi tipologia di aeromobili, avvengano tassativamente da fondo-pista e che tutti i voli notturni (cosa che già avviene per la stragrande maggioranza dei casi) decollino verso sud, garantendo silenzio assoluto a nord di Malpensa dalle 23 alle 7. Scorrendo l’elenco ci sono le ultime tre richieste: «Si richiede di riposizionare i decolli degli aeromobili leggeri e medi dall’attuale rotta d’uscita 320 alla radiale 280, scenario ovest; si richiede di verificare il rispetto dei ratei di salita e dei punti di virata da parte degli aeromobili e la definizione di incisive procedure di sanzionamento in caso di violazione; si richiede la definizione di una precisa tipologia (classe) di aeromobili per addetti al traffico merci (cargo), privilegiando quelli di ultima generazione e comunque anche per tutti gli altri aeromobili».

Golasecca ha dunque alzato la voce anche se, a differenza di Somma, Ventimiglia non ha potere di voto nella Commissione aeroportuale sul rumore, l’organo tecnico-politico deputato a varare lo scenario delle rotte di decollo. Golasecca è entrata a far parte ufficialmente soltanto dallo scorso febbraio,

ma come semplice uditore senza potere di voto (esattamente come i Comuni piemontesi che anche loro non hanno un livello tale di decibel per far parte come membro di diritto). Con Golasecca ha fatto il suo ingresso anche Sesto Calende, scatenando la reazione dei Comuni di stretto sedime che non hanno gradito l’allargamento del tavolo oltre i componenti del Cuv. Se c’è Sesto, infatti, anche Gallarate avrebbe tutto il diritto di chiedere di entrare. E allora perché non anche Besnate, Vergiate, Cassano Magnago o Fagnano Olona?

«Vogliamo i dati sul rumore» Ma nessuno li ha a disposizione

 

Non si arrende Unicomal. Vuole i dati sul rumore generato dagli aerei in decollo. Peccato che i Comuni dell’intorno di Malpensa non ce li abbiano, nonostante per legge dovrebbero essere nelle disponibilità di tutti i cittadini, «e anche sul sito di Sea la modulistica non si è potuta reperire». Secondo il presidente dello storico comitato antimalpensista, «osiamo ipotizzare che tale modulistica sia inesistente». È questa la sua conclusione dopo aver scritto a tutti e nove i sindaci del Cuv, ottenendo soltanto due risposte, come previsto negative.

Balzarini ricorda infatti che il rumore aeroportuale è materia disciplinata, in Regione Lombardia, dalla delibera della giunta numero 8 del 2008 che ha come oggetto “Linee guida per il conseguimento del massimo grado di efficienza dei sistemi di monitoraggio del rumore aeroportuale in Lombardia”. Tale documento prevede al punto 7 (Gestione lamentele) che «il sistema di monitoraggio deve essere predisposto ad accogliere le lamentele dei cittadini o di soggetti interessati dal rumore prodotto dalle operazioni aeroportuali: deve quindi facilitare la comunicazione diretta tra abitanti e gestore operativo del sistema, in modo da mantenere aperto un canale di confronto e di informazione».

E ancora: «Allo scopo di favorire la ricezione delle lamentele, deve essere effettuata periodicamente un’azione di informazione, rivolta al pubblico, che consenta di precisare le modalità di accesso alla possibilità di reclamo; in quest’ottica, vanno favorite le modalità connesse con l’utilizzo di internet e della posta elettronica. Per facilitare l’accoglimento delle lamentele è necessario l’utilizzo di apposita modulistica, la cui copia cartacea va inviata a tutti i sindaci dei Comuni interessati per presa visione e per fornire il modulo a chi ne fa richiesta». Poiché sui siti internet dei nove Comuni non risulta disponibile la modulistica richiesta da Unicomal, Balzarini ha chiesto ufficialmente che gli venisse trasmessa via mail. Obiettivo mancato, insuccesso ampiamente pronosticato anche da lui stesso.

S.C.